Nel mondo in cui molti litigano con gli smartphone, gli smartwatch e i navigatori, sempre più ricchi di funzioni, ma sempre più complessi da adoperare, esiste anche la tecnologia pensata per semplificare la vita ai consumatori e alle aziende. Abbiamo fatto un giro tra gli stand di Levanteprof, e ciò che abbiamo visto ci ha davvero impressionato. Innovazioni semplici quanto efficaci nello svolgere il lavoro per cui sono progettate, alleggerendo al contempo quello del pubblico a cui sono destinate.

Semplice come l’affettatrice per il pane, che detta così potrebbe sembrare un’idea non nuova; vederla all’opera nel realizzare fette tutte uguali ed esattamente dello spessore desiderato, al millimetro, è tutta un’altra cosa: “Possiamo decidere di affettare tutto il pane o solo una parte – ha spiegato Pasquale Ninivaggi di Fornoservice – possiamo realizzare fette sottili quasi come ostie oppure più spesse come quelle che servono per la bruschetta, il tutto senza spreco e senza briciole. Decidiamo noi cosa far fare alla macchina, che può gestire anche pezzatture di grosse dimensioni, spesso difficili per il consumatore finale”.

“Una come me che ha cucinato tutto il giorno, arriva alla sera che non vede l’ora di schiacciare questo bottone”. Sara Di Palma, di Angelo Po Corporate Chef, guarda con soddisfazione il forno che si lava da solo, nel senso letterale del termine, con tanto di detergenti. “La mattina lo ritrovo perfettamente pulito, senza aver dovuto respirare solventi e altra roba chimica. Basta impostare il programma, mettere il detersivo, e andare via”. Per non parlare del fatto che può essere programmato per cucinare passo passo come si desidera. Praticamente il sogno di ogni cuoca, per chi lavora nella ristorazione è una manna dal cielo.

C’è poi la fondamentale salvaguardia dell’ambiente, e sul banco degli imputati ci finiscono spesso gli imballaggi degli alimenti, il così detto packaging: “Il settore si è evoluto notevolmente – spiega Ivano Sironi di Ideal Plast – al classico PET è stato tolto il 30% di materiale fossile, il petrolio per intenderci, sostituito con la canna da zucchero. Questo abbatte le emissioni di C02 nell’aria del 13%, una cifra significativa. Ci sono poi altri tipi di imballaggio che usano il granturco, il riso, biodegradabili. Alla base di tutto resta comunque l’educazione del consumatore, che non deve disperdere gli imballaggi nell’ambiente”.

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