L’attuale crisi politica è una delle più pazze di sempre, portata avanti dalla classe dirigente tra le più inadeguate che l’Italia abbia mai conosciuto. I capi dei partiti sono stati spudorati, cambiando idea su tutto e il contrario di tutto, senza sentire il dovere morale di dare spiegazioni al popolo, anche alla tanta gente che sperava in una svolta reale.

Nessun pudore neppure nei confronti di chi davvero non riesce a tirare avanti. C’è un preoccupante scollamento tra ciò che accade nelle stanze non trasparenti dei bottoni e i reali bisogni dei cittadini, specie di quelli più poveri, come se non se ne conoscesse la reale esigenza: la sopravvivenza. E non parliamo dei redditi di cittadinanza usati per andare a mangiare al ristorante o fare shopping nei negozi del centro.

E allora l’altra faccia della ridicola crisi, è quella di questo anziano signore, dall’apparenza non trasandata, che fa la sua Via Crucis rovistando nei cassonetti. Siamo a Bari, in piazza De Bellis. Un anziano cerca e trova due confezioni mezze vuote di pasta e una di caffè in polvere.

Chi sta decidendo sulle sorti del paese sembra mosso non dalla emblematica salvezza di quest’ultimo, ma da un moto di attaccamento smisurato alla poltrona. In questo chiasso assordante è mancata platealmente la politica e si è aperto un altro scenario. A pagare non è mai chi tiene le briglie, ma chi rovista nei cassonetti e più in generale non riesce ad arrivare alla fine del mese. Ad essere in crisi è il patto sociale fondamento del paese, col rischio di vedere trasformarsi il legame sociale in rapporto personale.

 

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