Ordinaria amministrazione spacciata come premurosa attenzione, con figura barbina finale, spiegazioni affidate allo staff del Sindaco, tanto per togliere le castagne dal fuoco e sopralluogo tardivo. Decaro e la sua corte ricascano nell’errore già commesso dalla sola assessora alla Pubblica Istruzione, Paola Romano, all’inizio del 2018. Foto sorridente accanto al termosifone per dire che alla ripresa delle lezioni dopo le vacanze natalizie le scuole sarebbero state tutte al caldo.

È vero, siamo in campagna elettorale, ma spacciare quanto di più ordinario ci possa essere per un amministratore pubblico come qualcosa di straordinario, implica avere certezza assoluta di caldaie, impianti e caloriferi. Alla ripresa, invece, allora come oggi, una quindicina di istituti scolastici sono rimasti al freddo, con gli alunni costretti a indossare i giubbotti o le maestre a portare le stufette elettriche.

A differenza del passato non si può più neppure fare la distinzione tra edifici di competenza comunale e provinciale, perché il Sindaco di Bari e dell’Area Metropolitana è lo stesso. Sarebbe stato più opportuno dire: durante il periodo delle vacanze proveremo a risolvere gli atavici problemi di riscaldamento di alcuni istituti, seppure quello della manutenzione o della sostituzione di un impianto sono lavori da fare durante le più lunghe ferie estive.

L’aggiusto (il messaggio comunicativo) questa volta è stato persino peggio del guasto (la necessità di aumentare consensi). Il troppo stroppia, è sempre stato così e così continuerà ad essere. Abecedario della comunicazione e della gestione del riscaldamento a scuola.

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