L’assessore alla Pubblica Istruzione, Paola Romano, posa sorridente in una scuola barese, con la mano su un termosifone caldo a puntino. È lo scatto allegato al comunicato stampa inoltrato alle testate giornalistiche baresi. Per fortuna solo a quelle. Tradotto, suona più o meno così: alla ripresa dell’attività scolastica, dopo le vacanze natalizie, i termosifoni delle scuole baresi funzioneranno tutti regolarmente e le scuole saranno calde perché gli impianti sono già stati accesi.

Alla faccia del bicarbonato di sodio. Per quanto ci riguarda la notizia merita solo una sonora tirata d’orecchi, altro che titoli e condivisioni. Il minimo che l’amministrazione comunale debba fare è assicurare condizioni ideali agli studenti che frequentano gli istituti scolastici di sua proprietà.

Nell’era delle foto e dei selfie, l’ordinaria manutenzione diventa oggetto di comunicazione, da sbandierare compiaciuti. Nelle scuole si starà certamente caldi, come ovvio, ma a Palazzo di Città evidentemente l’aria che tira è un po’ confusa. Mia madre, quando le mostravo fiero in che modo avessi riordinato la stanza, diceva: “Bravo, hai solo fatto metà del dovere tuo. Adesso mettiti a studiare”.

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