Da un lato una dozzina di colleghi e centinaia di lettori chiedevano il video originale del pestaggio al presunto pedofilo, “essendo il nostro troppo mascherato per poter ribattere la notizia”; dall’altro venivamo apostrofati nei modi peggiori da un’altra parte di giornalisti e altri utenti: siamo torbidi guardoni, la peggior specie di bastardi, meschini, privi di pudore, senza coscienza, infimi cronisti. L’elenco degli improperi continua.

Il nostro è un maledetto mestiere, perché qualche volta devi sporcarti le mani, interrogare il tuo animo, prendere decisioni impopolari. Il video in diretta Facebook del “massacro del pedofilo” ha fatto il giro della rete, è stato postato dappertutto senza alcun filtro. Per quanto ci riguarda abbiamo scelto di oscurare completamente i volti dei personaggi, togliere nomi e cognomi, numeri civici. Insomma, non fosse stato postata la diretta Facebook nessuno avrebbe potuto risalire all’identità delle persone coinvolte in una delle storie peggiori che ci sia mai capitato di raccontare. Questo ci basta, perché significa che abbiamo fatto quello che andava fatto.

La Procura ha aperto un’inchiesta sull’accaduto. Tutto ciò che si potesse sperare per arrivare alla verità dei fatti. Noi abbiamo pubblicato quel video, filtrandolo. Cosa in egual modo abbastanza scontata. Nessun voyeurismo, prurito malato, ma la voglia di mostrare due facce degenerate della realtà: quella dell’uomo andato a casa dell’11enne perché solo in casa e avrebbe voluto metterglielo nel c…, ma anche quella ugualmente pericolosa dei familiari che fanno giustizia sommaria.

Non succede in un posto qualunque della città, ma proprio al quartiere Libertà, dal quale le istituzioni di ogni ordine e grado continuano a lanciare messaggi rassicuranti. Dove sono le fiaccole e le manifestazioni solidali come nel caso dello schiaffo alla collega? Il Libertà non è solo l’isola felice del Redentore. Il Libertà, proprio a causa di significativi interventi culturali, è terra di prostituzione e spaccio, ma anche di degrado sociale come quello immortalato nel video che “non” vi abbiamo mostrato.

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