Sono Saverio Faccilongo e Domenica Ricco i due conviventi baresi di 33 e 32 anni accusati dello spaccio di droga all’interno del carcere di Taranto con l’aiuto di un drone. Il piano, ben congegnato dalla convivente del detenuto, non andò a buon fine a causa di alcuni cavi elettrici che fecero cadere al suolo il drone carico di 4mila dosi tra hashish e cocaina e due mini telefoni cellulari.

Grazie alle indagini della Squadra Mobile di Taranto, con la collaborazione della Polizia penitenziaria, si è potuto risalire all’identità dei due baresi coinvolti nel traffico di sostanze stupefacenti. Secondo l’accusa, mentre la donna azionava il drone carico di droga, furono fatti esplodere a qualche metro di distanza dei fuochi d’artificio, probabilmente per distrarre gli agenti in servizio.

Nonostante in luogo dell’atterraggio fosse indicato da un detenuto con l’aiuto di un accendino, il drone si infilò in alcuni cavi elettrici e cadde nel cortile del carcere di Taranto. Una volta al suolo, l’apparecchio fu immediatamente sequestrato dagli agenti penitenziari che al suo interno trovarono 278 grammi di hashish, 2 grammi di cocaina e due mini cellulari usati dai detenuti per mettersi in contatto con l’esterno.

Per Faccilongo e la convivente Ricco è scattata la richiesta di giudizio formulata dal pubblico ministero Remo Epifani. Ora il caso passa all’esame del giudice dell’udienza preliminare, che dovrà esaminare la richiesta di giudizio della procura tarantina

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