Non è bastato l’intervento della Task Force regionale sul lavoro, quella presieduta da Leo Caroli, a scongiurare la volontà della GVM di trasferire gli ausiliari dalla clinica Santa Maria alla Sia, la cooperativa delle pulizie che fa capo allo stesso Gruppo imprenditoriale.

Vi avevamo raccontato il calvario patito dagli ex ausiliari dopo il mancato licenziamento. Costretti, per esempio, a pulire le piastrelle dei bagni con lo spazzolino da denti o a inginocchiarsi sotto le scrivanie con pezza e sgrassatore. Per raggiungere l’obiettivo del trasferimento dalla clinica alla cooperativa, la GVM le sta provando tutte.

A qualcuno è stata fatta una proposta risibile, affinché rinunci al lavoro come ausiliario: 10, 20mila euro al massimo per levarsi dai piedi. I dipendenti non mollano e per questo è iniziata l’ennesima vessazione: una lettera di contestazione datata 4 dicembre 2017 per la mancata pulizia di porte, maniglie, stipiti, armadi, davanzali interni, pavimenti, lavandini, placche, letti e pareti. In sostanza, gli ausiliari sono stati accusati di non aver alzato un dito durante l’intero turno di lavoro.

Come recita la missiva, le verifiche di quanto contestato sarebbero state fatte dai capisala, ma a detta di alcuni testimoni ci sarebbero stati anche alcuni dirigenti aziendali. Il tutto in assenza dei lavoratori finiti nel mirino, praticamente tutti. Il fatto strano è che le contestazioni contenute nelle lettere sono uguali per tutti, al contrario delle sanzioni: 2, 4, 8 ore o 3 giorni senza stipendio. Ogni ora – è bene ricordarlo – vale 9 euro in meno in busta paga.

A nulla sono servite le repliche che gli avvocati dei dipendenti hanno scritto alla GVM. L’azienda, di tutta risposta, ha improvvisamente cambiato i turni, riportati senza neppure avvertire i sindacati. Questi ultimi hanno fatto la voce grossa, ma gli indiani della GVM non rispondono e vanno avanti per la propria strada. Più di una dozzina di dipendenti avrebbero dovuto iniziare un turno spezzato. Un disastro. Chi lavora dalla 6 alle 9 completa le sei ore di turno dalle 12 alle 15. Allo stesso modo i dipendenti in servizio dalle 9, staccano alle 12 e poi riprendono dalle 15 alle 18. In tanti, non potendo ritornare a casa nelle pause, sarebbero rimasti fuori 12 ore di fila.

Con il nuovo o il vecchio orario, poi, dalle 18 la clinica si svuota del personale ausiliario. Quello che rimane è costretto – in molti casi anche di giorno – ad accudire più reparti e su più piani. Il condizionale sull’inizio della nuova turnazione è d’obbligo perché da ieri la situazione è diventata insostenibile. Diversi ausiliari hanno preso alcuni giorni di malattia, altri potrebbero farlo nelle prossime ore. Le eccessive pressioni e i carichi di lavoro li stanno decimando.

Da ieri mattina, poi, gli infermieri si sono sobbarcati anche il lavoro degli ausiliari, come se il loro non bastasse. Al contrario dei “colleghi”, però, hanno persino ricevuto una lettera di encomio. Follia su follia, se si considera che oggi, dall’ingresso di servizio della clinica Santa Maria si sono introdotti, manco fossero rapinatori, cinque dipendenti della cooperativa Sia per effettuare le pulizie. Nessuno di loro era uno dei due già in servizio alla Santa Maria, ma provenivano da altre strutture GVM.

Un segnale evidente di come sia difficile fare a meno degli ausiliari, sempre meno nei diversi turni e quindi per esempio costretti a raccogliere il vomito dei pazienti, anche infetti, o pulire i water prima di servire in cucina. La situazione sta diventando esplosiva e rischia di sfuggire di mano. Fino a quando si potranno ignorare le istanze dei lavoratori e le richieste formali dei sindacati? La Santa Maria, ormai “ospedale” come tiene a specificare la GVM dovrebbe assicurare certamente standard più elevati. La GVM, per chi a volte lo dimentica, è accreditata al Sistema Sanitario Regionale e per questo drena una ingente quantità di milioni di euro pubblici.

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