Nato 21 anni fa il Moige, Movimento Italiano Genitori ONLUS, agisce per la protezione e la sicurezza dei bambini, attraverso azioni di intervento e prevenzione sui problemi dell’infanzia e dell’adolescenza.

Tra questi oltre alla droga, la pedofilia e i videogiochi estremi, troviamo il cyberbullismo che, come diceva Peter Smith nel 2006, trattasi di “una forma di prevaricazione volontaria e ripetuta, attuata attraverso un testo elettronico, agita contro un singolo o un gruppo con l’obiettivo di ferire e mettere a disagio la vittima di tale comportamento che non riesce a difendersi”.

Troppo spesso le prepotenze reiterate nel tempo vengono sottovalutate o scambiate per litigi tra compagni e i ragazzi sono restii a parlarne a casa o a scuola. Disinformazione e reticenza sono due alleati temibili.

Per questo è in azione il centro mobile contro il cyberbullismo, che ha raggiunto Bari per la sua unica tappa presso l’Istituto Comprensivo “Massari – Galilei”. Lo scopo è creare un clima di fiducia e formare i ragazzi, i genitori e i docenti su come riconoscere, gestire e contrastare episodi di bullismo e cyberbullismo, argomento sul quale questa scuola si è sempre distinta per le azioni di contrasto.

Gli esperti hanno incontrato i ragazzi per fornire strumenti e consigli concreti su come prevenire e gestire episodi di bullismo sia nella vita reale che online. Tra role playing e laboratori didattici hanno stimolato la riflessione sui sentimenti e le conseguenze emotive che il bullismo ha sulle vittime.

I dati sul cyberbullismo sono chiari: da una ricerca condotta nel 2018 con l’Università Europea di Roma su 2.778 ragazzi delle Scuole Primarie e Secondarie emerge una generazione super tecnologica e iperconnessa: l’81% afferma che tutti i dispositivi presenti a casa sono connessi ad internet. In merito all’utilizzo degli smartphone, circa il 21% del campione abitualmente gira video e li diffonde tramite i social. Il 31% del campione ha dichiarato di essere stato un “cyberbullo”, facendo girare video imbarazzanti per prendere in giro i compagni e 1 su 2 condivide immagini personali.

Chi ne è vittima può subire conseguenze anche molto gravi, come la perdita della fiducia in se stesso, problemi di rendimento scolastico, disagio, stati di ansia, esclusione e depressione. L’aggressività che si manifesta su Internet è uno dei fenomeni di violenza più preoccupanti e seri, tanto da indurre all’autolesionismo e talvolta addirittura al suicidio.

L’I.C. “Massari Galilei” di Bari è stato coinvolto con l’azione del Moige in collaborazione con la Polizia di Stato, con il patrocinio del Miur – Un Nodo Blu, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’Anci. Ma la scuola non conclude oggi le sue azioni contro il bullismo e cyberbullismo: nei prossimi mesi diverse saranno le iniziative a riguardo per una lotta che non trova mai momenti di pausa.

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