Emergono nuove testimonianze in merito al violento pestaggio che sarebbe avvenuto il 12 aprile 2022 nel carcere di Bari ai danni di un detenuto affetto da disturbi psichiatrici. “Dalle immagini delle telecamere di sorveglianza si vedono gli agenti bloccare il detenuto a terra e poi colpirlo, anche con alcuni calci. Un intervento così non è assolutamente consono, non va fatto“. Questo quanto ha raccontato oggi, 13 settembre, in tribunale Nicola Colucci, vice comandante della Polizia Penitenziaria della casa circondariale barese. “Esistono varie forme di contenimento a seconda delle esigenze, ad esempio se un detenuto è particolarmente agitato, ma non mi sembra che in quel caso fosse così”, ha spiegato Colucci.

Stando alle ricostruzioni il 41enne sarebbe stato picchiato selvaggiamente dagli agenti mentre lo trasportavano dalla propria cella, che il detenuto stesso aveva poco prima incendiato, all’infermeria. Botte che sarebbero state confermate dai filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti lungo il percorso. Il vice comandante in quel momento pare fosse fuori servizio. Al momento sono imputati 5 agenti, chiamati a rispondere del reato di tortura, mentre un altro poliziotto, il sovrintendente Domenico Coppi, ha scelto la strada del rito abbreviato e il 12 luglio scorso è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione. Tutti gli altri accusati sono chiamati a rispondere, a vario titolo, di violenza privata, abuso d’ufficio e omessa denuncia.

“L’evacuazione è stata portata a termine in maniera efficace considerando la grande quantità di fumo che si era diffusa e i pochi agenti in quel momento in servizio – ha evidenziato Colucci -. Sapevamo che il detenuto era problematico, eravamo stati messi al corrente dai colleghi del carcere di Lecce in cui si trovava precedentemente. Mi è stato detto che dopo l’incendio ha provato ad aggredire alcuni agenti intervenuti”. Il teste, però, poi ha aggiunto dinanzi alla Corte: “Una volta che il detenuto viene bloccato è fermo e fa capire di non essere più un pericolo, ci si deve limitare a contenerlo“. Nel corso delle prossime udienze dell’11 e del 25 ottobre verranno ascoltati altri testimoni della difesa.