“Uno strazio, mio figlio è stato tradito persino nel suo ultimo viaggio”. Leopoldo Cammarano, il papà di Francesco Pio si è dovuto accontentare di tumulare Francesco Pio a Fasano, luogo neutro rispetto a Ostuni, residenza della ex moglie, ma lontano da Bitritto, il paese in cui il ragazzo disabile morto a 18 anni il primo luglio scorso, aveva espressamente detto di preferire.

Leopoldo Cammarano, 62 anni, aveva più volte espresso ai giudici, anche a mezzo stampa, la preoccupazione sulle condizioni del figlio affidato alla mamma. Nessuno gli ha dato ascolto, fino all’epilogo drammatico.

Sul corpo del ragazzo è stata effettuata l’autopsia. Non ci sono ancora notizie ufficiali, ma sembra che Francesco Pio sia effettivamente morto di polmonite. Bisognerà stabilire quando si è ammalato e se con un intervento più celere – richiesto dal papà anche in via ufficiale – sarebbe stato possibile salvarlo.

Sulla tragica scomparsa di Francesco Pio Cammarano sta indagando il pubblico ministero Giovanni Marino. Sono 8 le persone iscritte per il momento sul registro degli indagati: la mamma del ragazzo, alcuni medici e rappresentanti delle istituzioni oltre agli assistenti sociali del Comune di Ostuni ai quali era stato affidato Francesco Pio.

“Non cerco vendetta – conclude il papà – solo giustizia per mio figlio, voglio sapere se intervenendo fin da quando ho iniziato a sospettare ci fossero seri problemi di salute, oggi avrei potuto tenerlo ancora stretto tra le mie braccia”.

 

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