Ambulanza e automedica del 118 vengono inviate in autostrada: una famiglia di 4 persone è rimasta coinvolta in un incidente sull’autostrada 14, all’altezza di Molfetta. L’ipotesi è quella di un colpo di sonno del conducente, che ha fatto scaraventare l’auto contro il guardrail e lanciato il motore alcune decine di metri più in là.

Le cinture di sicurezza hanno salvato la vita ai quattro occupanti, ma la vera notizia è che l’equipaggio dell’automedica Asl è stata rallentata nel raggiungere il luogo dell’incidente perché costretta a fermarsi alla sbarra del casello autostradale per ritirare la ricevuta, a differenza dell’ambulanza della postazione 118 gestita dall’associazione di volontariato, dotata invece del telepass.

Cosa sarebbe successo se qualcuno degli occupanti fosse stato in pericolo di vita, necessitando quindi di un intervento immediato da parte del medico inviato sul posto dalla Centrale operativa? L’automedica è stata rallentata, al netto del fatto che al ritorno l’equipaggio abbia trovato i soldi per pagare la ricevuta.

Non c’è scritto da nessuna parte che medico, infermiere e autista-soccorritore debbano avere addosso i soldi necessari. Della questione abbiamo scritto in passato, evidenziando il paradosso, ma evidentemente a Bari come in altre parti d’Italia, fino a quando non ci scappa il morto difficilmente si prendono decisioni dettate dal buonsenso.

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