A luglio scorso avevamo raccontato del blitz della Guardia di Finanza nelle sedi di due società del gruppo Fusillo di Noci. I finanzieri erano andati a casa di Vito e Giacomo Fusillo, padre e figlio, indagati per bancarotta insieme ai fratelli di Vito, Emanuele e Giovanni. Solo qualche mese prima, a marzo, i Fusillo avevano chiesto il concordato in bianco per un buco complessivo di 87 milioni di euro. Gli imprenditori, tuttavia, non avevano presentato nessun piano di rientro. Oggi il Tribunale Civile di Bari dichiara il fallimento delle società Fimco e Maiora Group.

A depositare le sentenze è stato Raffaella Simone, presidente della IV sezione civile, una settimana dopo che la Procura di Bari aveva avvallato la richiesta di fallimento avanzata dalla Futura, una delle aziende creditrici di Fimco e Maiora Group che adesso rischiano la bancarotta.

I giudici delegati, Nicola Magaletti e Rosanna Angarano, hanno nominato Antonio Campobasso ed Eugenio Mangone curatori fallimentari della Maiora Group, mentre i curatori di Fimco sono Giuseppe Pepe e Francesco Leo.

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