Il dibattito sulla liberalizzazione delle droghe cosiddette leggere imperversa, così come ci si chiede quante parti di Thc e Cbd per miliardo ci siano effettivamente nei tanti prodotti alimentari in commercio.

I negozi di pasta, farina, dolci e altri alimenti con all’interno la canapa, lavorata o in semi, ormai non si contano più, ma provate a immaginare la faccia di alcuni papà e mamme della provincia di Bari, quando il bambino bendato rompe la pentolaccia ad una festa di carnevale e tra le caramelle spuntano le ormai diffusissime Mitz alla cannabis.

Saranno pure 100 per cento legali come scrive l’azienda sulle confezioni, ma imbarazzo e preoccupazione hanno preso presto il sopravvento, un po’ come successo a gennaio alla mamma che ha trovato la stessa caramella nella calza della Befana comprata su una bancarella per suo figlio di 8 anni.

A carnevale ogni scherzo vale, ma un paio di genitori sono andati in crisi, travolti dalla paura che anche il proprio figlio di 5 anni, come successo ad altri bambini, avesse già potuto mangiare una caramella alla cannabis al primo giro di pentolaccia. Caramelle che i piccoli hanno senza dubbio gradito.

Ad allarmare un genitore era stata la foglia di marijuana stampata sull’incarto. Ci si può sempre consolare col fatto che una recente ricerca ha evidenziato la scarsa presenza di cannabis, nemmeno vicina al minino che gli strumenti sono capaci di rilevare, in alcuni alimenti presenti in commercio e oggetto dell’esperimento.

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