A guardare la faccia interdetta di Samuka, uno dei quattro ragazzi di colore che vogliono diventare cameraman del Quotidiano Italiano, si percepisce lo stato di imbarazzo provato dal 23enne liberiano e dal resto dei presenti. Me compreso.

Come abbiamo sempre fatto in occasione di interviste e chiacchierate con alcune nostre fonti, io Samuka e Unissa, ci siamo accomodati nel cortile condominiale per iniziare lo stage. Dopo una quindicina di minuti un inquilino ci ha invitati ad allontanarci dallo spazio comune, continuando la lezione per strada.

“Gli estranei devono andare fuori”, ci ha detto. Il pensionato si è contraddetto e chiunque abbia assistito alla scena ha percepito il fastidio di quell’uomo nel vedere i due ragazzi di colore nel giardino del suo condominio. Vogliamo credere che davvero non fosse quello il senso del suo intervento, seppure in passato in quello stesso posto ci siamo stati decine e decine di volte, con altra gente, persino per un tempo maggiore.

L’episodio ha dato forza al nostro progetto, provare a creare una concreta integrazione, anche se Samuka, Dele, Usman e Unissa, sanno che con baresi di questo tipo avranno a che fare ancora molte volte.

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