Beppe Sciannimanico, l'agente immobiliare ucciso a Japigia nell'ottobre del 2015.

Trent’anni di reclusione. Questa la condanna richiesta dalla Procura, per il pregiudicato barese Luigi Di Gioia, imputato per l’omicidio dell’agente immobiliare Giuseppe Sciannimanico, avvenuto il 26 ottobre 2015 al quartiere Japigia di Bari. La richiesta è arrivata oggi, al termine della requisitoria, nel processo che si sta celebrando con rito abbreviato dinanzi al Gup del Tribunale di Bari.

Nel procedimento si sono costituito parte civile i genitori, il fratello e la fidanzata di Beppe, chiedendo il risarcimento danni con provvisionali immediatamente esecutive tra i 100mila e i 150mila euro. La difesa dell’imputato ha invece insistito per l’assoluzione. Il giudice ha rinviato per repliche e sentenza al prossimo 8 febbraio.

Imputato per il delitto dinanzi alla Corte di Assise di Bari è l’ex collega della vittima, Roberto Perilli. Stando alle indagini della squadra mobile, Perilli e Di Gioia avrebbero attirato Sciannimanico in una trappola, fissando un appuntamento per visionare un appartamento e lo avrebbero poi ucciso con due colpi di pistola alla spalla e alla testa.

Ai due indagati, che rispondono di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione, si contesta anche la detenzione illegale dell’arma, mai ritrovata, utilizzata per compiere il delitto. Movente dell’omicidio sarebbe stato l’invidia professionale da parte di Perilli, che avrebbe così deciso di sbarazzarsi della concorrenza.

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