Sull’attentanto alla sala gochi Green Table di Altamura ci sono ancora tante cose da dire, non solo relative alle modalità dei soccorsi a Domi Martimucci, vittima innocente di quella notte. I Carabinieri di Bari, in funzione alla normativa del “codice antimafia”, hanno dato esecuzione alla misura di prevenzione patrimoniale della “confisca di beni mobili ed immobili” emessa dal Tribunale di Bari, a carico di Mario Dambrosio.

Il 59enne, pregiudicato per associazione di tipo mafioso, rapina aggravata, sequestro di persona, estorsione ed usura aggravate, nonché esponente di spicco dell’omonimo clan operante nella zona “murgiana”, è stato arrestato il 20 giugno 2015, poiché ritenuto il mandante della strage della sala giochi “Green Table”, commessala notte tra il 4 e il 5 marzo 2015, che costò il ferimento di altri sette ragazzi.

Il provvedimento segue il “sequestro di beni mobili e immobili” effettuato nell’ottobre 2015, scaturito da un’indagine patrimoniale dei Carabinieri, che ha permesso di appurare come Dambrosio, a fronte di modesti redditi dichiarati, abbia realizzato nel tempo un rilevante patrimonio grazie al reimpiego dei guadagni conseguiti dalle attività illecite, intestando i beni a familiari e “prestanome”.

La misura di prevenzione riguarda un elegante appartamento di circa 100 mq con finiture di pregio e ascensore interno, un magazzino ed un garage, ad Altamura; una lussuosa villa  nella nota località turistica di Policoro, inserita in un complesso residenziale, un’autovettura di grossa cilindrata, varie disponibilità finanziarie, due quote societarie relative ad altrettante società di costruzioni, il tutto per un valore complessivo di circa 1 milione di euro.

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