La Procura di Bari ha inviato un avviso di conclusione delle indagini a 16 dirigenti Unicredit, tra i quali l’amministratore delegato, Federico Ghizzoni, e il suo predecessore Alessandro Profumo (attualmente presidente di Mps). L’ipotesi di reato è quella di bancarotta, per aver provocato il fallimento della società Divania.

«UniCredit, ancora una volta, non può che ribadire fermamente la correttezza del proprio operato, di quello di ex esponenti e propri dipendenti ed è convinta che ciò potrà emergere dal vaglio delle sedi giudiziarie. L’attuale ad di UniCredit, all’epoca dei fatti, ricopriva peraltro altri incarichi all’estero e quindi in nessun modo può essere coinvolto in questa vicenda» è quanto risponde l’istituto di credito in una nota.

Secondo  l’inchiesta, coordinata dal pm Isabella Ginefra, Unicredit avrebbe mandato in rovina Divania facendole firmare 203 derivati-trappola, esponendo l’azienda per un totale di 15 milioni di euro in perdite e decretandone così il fallimento nel giugno 2011.

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