Infatti, Nichi Vendola,  che si dovrebbe presentare alle primarie con il suo partito Sel, in caso di condanna avrebbe deciso di ritirare la sua candidatura. L’accusa rivolta al leader del Sel è di abuso d’ufficio: i pm Francesco Bretone e Desireé Digeronimo hanno richiesto al magistrato una pena di un anno e otto mesi, sulla quale si delibererà questa mattina dopo un processo tenutosi con rito abbreviato.

Vendola, infatti, è coinvolto nella maxinchiesta sulla sanità, imputato insieme all’ex manager della Asl di Bari Lea Cosentino per aver riaperto i termine del concorso per la nomina del primario di chirurgia toracica all’ospedale San Paolo di Bari. In questo modo, il professore Paolo Sardelli ha potuto presentarsi per il posto assegnato, riuscendo anche a vincere il concorso.

L’accusa ritiene che il governatore della Puglia abbia favorito la candidatura dell’attuale primario e che quindi abbia abusato del proprio ufficio. Il leader del Sel continua a sostenere la propria innocenza, affermando che non si possa parlare di reato in quanto negli ultimi anni sono stati allungati i termini di 180mila concorsi nel settore sanitario.

In ogni caso, la posizione del presidente regionale rimane ferma: «Una condanna per me sarebbe un punto di non ritorno, segnerebbe il mio congedo dalla vita pubblica. Ma un verdetto ispirato a verità e giustizia, credo che restituirà al sottoscritto quanto mi è dovuto, cioè la mia totale innocenza».

31 ottobre 2012

Margherita Micelli Ferrari

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