Secondo quanto riportato da Istat e dal ministero della Salute, le persone entrate in contatto con il coronavirus, e che quindi hanno sviluppati gli anticorpi, sono un milione e 482 mila, il 2,5% della popolazione residente in famiglia.

Complessivamente la cifra totale è dunque 6 volte di più rispetto al totale dei casi intercettati ufficialmente durante la pandemia.

La Regione Puglia, come le altre del Mezzogiorno, presenta un tasso di sieroprevalenza inferiore all’1%. Dall’indagine condotta non emergono differenze significative per quanto riguarda il genere, uomini e donne sono stati colpiti nella stessa misura.

I più colpiti restano gli operatori della Sanità (9,8%) e gli addetti alla ristorazione, che superano il 4%, mentre chi ha avuto contatto con un familiare convivente infettato ha sviluppato anticorpi nel 41,7% dei casi, e il dato si abbassa al 15,9% se il familiare non risulta convivente.

È asintomatico il 27,3% delle persone con anticorpi. “Un dato importante che evidenzia quanto ampia sia la quota di popolazione che può contribuire alla diffusione del virus – spiega l’Istat -. E quindi quanta attenzione ciascun cittadino deve porre alla scrupolosa applicazione delle misure basilari di sicurezza a difesa di se stesso e degli altri”.

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