Presi e abbandonati al loro destino, con la speranza che qualcuno si ricordi di loro e li riutilizzi. La vita dei nuovi monopattini baresi è dura, soprattutto nel momento in cui non servono più.

Lasciati incustoditi in piazza, sulle strade, sulle strisce pedonali o in prossimità degli scivoli. Chi li usa non ha la minima cortezza di lasciarli in prossimità degli stalli dedicati alle moto o alle bici per rendere più facile il recupero da parte degli addetti.

C’è chi, invece, pensa che basta usarlo una volta per entrarne in possesso e decide di parcheggiarlo nei portoni così, il mattino seguente, è pronto all’uso. Tutto questo perché ignari del fatto che i monopattini sono forniti di gps e che quindi per le Forze dell’Ordine basta un clic per rintracciarli.

Per non parlare dell’uso che alcuni ne fanno. In due, persino in tre, sfrecciano contromano e sui marciapiedi scansando la folla di gente. Per lo più sono minorenni e dai video che girano sui social non indossano il casco, obbligatorio per i minori di 18 anni.

Il primo giorno di sharing non ha avuto un risultato soddisfacente. Molti monopattini sono stati vandalizzati con l’intento di distruggere il congegno per il tracciamento, altri sono stati rubati e recuperati grazie al gps. Come il caso dell’uomo di Japigia, ripreso da una telecamera mentre carica un monopattino in macchina, che pare lo abbia fatto per riportarlo in centro.

L’uso spasmodico dei monopattini fa preoccupare. Magari una informazione maggiore, riguardo le regole da seguire e su dove lasciarli per evitare di imbattersi in monopattini lasciati in mezzo alla strada, servirebbe a rendere la città più evoluta.

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