“L’attività dell’ospedale San Pio di Castellaneta sarà sospesa dall’8 aprile”. A deciderlo è stata l’ASL Taranto dopo il contagio scoppiato nella struttura ospedaliera a causa della positività di un medico che aveva tenuto nascosto di essere tornato da poco da Milano. Da qui si è poi innescata una catena di casi risultati dall’esame dei tamponi effettuati (circa 500 quelli svolti per avere una mappa del possibile contagio).

I sette sindaci di Ginosa, Laterza, Massafra, Mottola, Castellaneta, Palagianello e Palagiano hanno inviato una lettera di protesta al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e al Direttore del Dipartimento Sanità Vito Montanaro.

“Con la presente ribadiamo ancora una volta la necessità di ricevere notizie certe e definitive circa le sorti a cui è stato destinato il nosocomio San Pio di Castellaneta – si legge -. Resta, ancora una volta, una decisione non condivisa con il territorio, a causa del mancato coinvolgimento dei Sindaci firmatari della presente, nonostante le inevitabili ripercussioni che tali scelte hanno sui Comuni coinvolti. La necessità di avviare una nuova strategia, più radicale, di chiusura totale dimostra, di fatto, l’inefficacia delle prime azioni più blande di mero contenimento del contagio, anche quest’ultime mai condivise con gli scriventi”.

“Ferma restando la nostra collaborazione al fianco dell’Asl e degli enti superiori, tuttavia,  si rende, quanto mai necessario, ricevere garanzie circa i tempi e i modi di quest’ultima azione che si vuole attuare – protestano i sette sindaci -. Noi dobbiamo perciò conoscere preventivamente la durata delle operazioni di sanificazione, le attività che l’ospedale potrà espletare durante il periodo di chiusura e la data di riapertura. Tutto ciò si rende necessario per scongiurare qualunque rischio che questa operazione possa rappresentare un passo irreversibile verso la temuta e catastrofica chiusura definitiva del presidio ospedaliero, così come temiamo stia accadendo per il reparto di Neonatologia e Pediatria”.

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