L'abbattimento dei palazzi di Punta Perotti.

La Corte di Appello di Bari si è riservata di decidere sulla richiesta di risarcimento danni, pari a complessivi 30 milioni di euro circa, avanzata dalla società Mabar della famiglia Andidero nei confronti del Comune di Bari, nell’ambito del procedimento civile sulla vicenda di Punta Perotti, i palazzi costruiti sul lungomare Sud di Bari e poi dichiarati abusivi e demoliti nel 2006.

I giudici, gli stessi che nelle scorse settimane si sono pronunciati su una causa gemella che vede contrapposta al Comune la società Sud Fondi della famiglia Matarrese, potrebbero disporre – come già fatto in quel procedimento – una perizia per quantificare spese e danni. Nell’udienza che si è celebrata oggi c’è stata discussione orale della causa. Il legale della società Mabar, l’avvocato Francesco Biga, ha insistito per la perizia e il riconoscimento dei danni.

In primo grado, nel 2014, il Tribunale aveva rigettato la richiesta di risarcimento ritenendo che la somma liquidata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, pari a 9,5 milioni di euro, comprendesse anche questi danni. La difesa ha però spiegato che la domanda si fonda su presupposti diversi. Strasburgo si è pronunciata nel 2012 sulla illegittimità della confisca, condannato lo Stato italiano a liquidare i costi di costruzione delle opere edilizie demolite dal Comune e il mancato godimento dei suoli nel periodo della confisca, dal giugno 2001 a novembre 2010. I giudici civili, invece, sono chiamati a valutare eventuali danni causati dal Comune e relativi alla edificabilità dei suoli sui quali furono realizzate le lottizzazioni.

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