Non abbiamo la palla di vetro, ma solo una buona visione d’insieme, fonti con notizie di prima scelta e le carte giuste fin dalla prima mano di questa lunga partita a carte coperte. In queste ore si sta concretizzando ciò che da oltre un anno andiamo blaterando: il direttore generale Domenico Ragno, che ancora continua a non voler rispondere alle nostre domande, deve essere sostituito perché non è in grado di governar la grande mole di lavoro affidata all’Arif, l’agenzia regionale le attività irrigue e forestali.

Le sottolineature puntuali e meticolose dei suoi scivoloni lo hanno portato sull’orlo del clamoroso esilio. Sarà sostituito, ormai non sembrano esserci dubbi. Bisognerà solo capire in che modo. Il contratto di 5 anni lo blinda fino al pensionamento. Dovesse essere costretto alle dimissioni, però, perderebbe il posto in prima classe sul treno della pensione. Se il presidente Emiliano volesse salvarlo, invece, lo potrà fare mettendolo a svernare altrove, non all’Agricoltura evidentemente, dove il rientrante assessore Di Gioia ha chiesto la sua testa come condizione per far rientrare le sue dimissioni.

LA CONVOCAZIONE – Il direttore generale è stato convocato lunedì prossimo dal presidente Emiliano. C’è chi dice stia tentando di sparare tutte le cartucce disponibili nel tentativo di restare in sella, pur essendo rimasto solo. Diversi suoi uomini e consiglieri regionali, non del tutto disinteressati alle faccende dell’Arif, gli hanno voltato le spalle. In agenzia si fanno vedere sempre meno.

GLI EX SMA – Una delle partite in cui Ragno si è giocato la direzione dell’Arif sembra essere proprio la biblica stabilizzazione degli ex SMA, 101 ex lavoratori socialmente utili (nei quali sono stati inseriti in maniera pare impropria anche 13 benedetti dall’ex numero uno Taurino), finiti all’Arif senza aver fatto alcun concorso pubblico. L’operazione è stata più volte annunciata, ma alla fine il colpo è rimasto in canna. L’Arif continua a essere trattata come agenzia a piacimento, dandole di volta in volta il carattere pubblico o privato a seconda delle occorrenze.

LA CONSULENZA – Ragno non sarebbe intenzionato a lasciare la poltrona. Insieme a tre suoi fedeli scudieri sta tentando di non presentarsi da Emiliano a mani vuote. Le voci narrano di qualcuno che avrebbe avuto il compito di scaricare da internet e consegnare a Ragno, bandi similari a quello necessario all’Arif per procedere con le stabilizzazioni. Bozze girate successivamente allo studio legale Balducci, affinché approntasse una prima stesura. Allo studio del professore, Ragno ha affidato un incarico annuale da 3mila euro al mese per la consulenza legale. A differenza del passato, stando a quello che ci viene raccontato, tutto passa da Ragno, manco fosse il suo studio legale personale. Il vecchio consulente, al contrario, raggiungeva la sede dell’ente un paio di volte a settimana e dava pareri a chi chiedeva indicazioni. Allo studio del fratello del professor Balducci, poi, l’Arif avrebbe affidato almeno un’altra dozzina di cause.

IL PROGETTO MAGGIORE – Uno dei punti deboli di Domenico Ragno è stata la gestione del Progetto Maggiore e la necessità della nostra inchiesta per evitare che potesse arrivare al suo disegno finale: l’assunzione dei raccomandati, figli di dirigenti dell’agenzia o comunque persone vicine ad alcuni politici. I contratti, in scadenza a marzo prossimo, non sono stati rinnovati sul filo di lana. In caso contrario, i raccomandati si sarebbero ritrovati assunti a tempo indeterminato nell’ente pubblico, senza aver versato una sola goccia di sangue e sudore. Il Progetto Maggiore non è morto, anzi, è stato rinnovato per altri tre anni. Per evitare nuove raccomandazioni e fare realmente spending review, si potrebbe fare in modo che ad occuparsene possano essere i cosiddetti “Condifesa”, una quarantina di persone in ozio, ma capaci di fare quanto fatto finora dai colleghi. Sì, perché tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile.

GLI INTERINALI INSOSTITUIBILI – L’Arif ci ha abituati a delibere, determine e provvedimenti capaci di far saltare dalle sedie anche i più ciechi dei burocrati. Una fra tutte  è quella già annunciata per il rinnovo del contratto a tempo determinato di dieci lavoratori interinali, giudicati insostituibili per le conoscenze maturate e l’esperienza acquisita. I loro vecchi contratti scadono il prossimo 9 febbraio. Siamo curiosi di sapere se davvero fra la moltitudine di dipendenti Arif non ce ne sia neppure uno in grado di sostituire qualcuno degli indispensabili professionisti.

LA RICERCA DELLE RESPONSABILITÀ – Tra le questioni da noi sollevate in questo lungo anno di inchiesta c’è anche quella relativa al presunto irregolare utilizzo delle auto aziendali. Chi ha approfittato, nel caso lo abbia fatto, pagherà di tasca propria le maggiori spese o semplicemente quelle non dovute, oppure finirà nel più classico dei festeggiamenti a tarallucci e vino? Del resto lo stesso Ragno, con due distinte missive, ha ammesso che c’è stato un uso improprio delle auto, ipotizzando anche la presenza di raccomandati direttamente legati ai dipendenti dell’agenzia.

XYLELLA – La Xylella non ha tradito il suo nome e per Ragno è stata davvero fastidiosa. Finora, ad eccezione del monitoraggio, nessuno dei compiti affidati all’Arif è stato portato a compimento e questo ha fatto saltare la pazienza a tutto il comparto agricolo.

IL COMMISSARIO E IL SUB COMMISSARIO – Il toto nomi sul sostituto di Ragno alla guida dll’Arif va avanti da un po’. Si fa in maniera sempre più convinta il nome dell’ex presidente della Fiera di Foggia, Potito Belgioioso, fedelissimo del rientrante assessore Di Gioia. Un commissario, però, tra l’altro non pratico delle tante questioni sul piatto, non sarebbe sufficiente. Se davvero cambiamento dev’essere, sarà fondamentale affiancare al prescelto un sub commissario, da pescare all’interno dell’Arif.

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