Augusta Tota - Consulta Ambiente Bari

Al fronte del “no all’inceneritore” si aggiunge un altro alleato. Alla vigilia del Consiglio monotematico sul tema, infatti, è arrivata la sonora e definitiva bocciatura da parte della Consulta Ambiente del Comune di Bari che ha espresso la sua netta contrarietà al progetto.

La riunione della massima assise cittadina fissata per il 12 febbraio si preannuncia dunque infuocata dopo le proteste, le polemiche e soprattutto gli appelli alla popolazione di politici e ambientalisti a partecipare alla seduta per ribadire ulteriormente il no all’inceneritore.

Il “parere negativo” alla realizzazione dell’impianto altro non è che la riconferma di quanto già espresso dalla stessa Consulta nel documento datato 1 giugno 2017 in cui venivano fissati paletti ben precisi sul tema: “chiusura del ciclo dei rifiuti, incentivando la riduzione degli stessi attraverso prevenzione, riutilizzo, riciclaggio e smaltimento, “abbandonando al più presto l’opzione del recupero energetico”.

Secondo l’organo comunale, insomma, non ci “sono le condizioni tecniche, politiche, sociali ed ambientali” per proseguire con la realizzazione dell’inceneritore. Tra le altre motivazioni, la Consulta sottolinea che l’impianto “non è previsto dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti e che la tipologia stessa dell’impianto è sperimentale e unico al mondo (a detta degli stessi proponenti) e non si conoscono gli effetti sulla salute”.

La stessa Consulta fa notare che “è stato dichiarato che l’impianto Newo non è destinato a raccogliere rifiuti provenienti da biostabilizzatori pugliesi pertanto è lecito ipotizzare che l’inceneritore sia destinato a bruciare rifiuti speciali da altre regioni”. Anche per questo l’organo definisce “inopportuno” il finanziamento di 10 milioni (su un totale di 30) di Puglia Sviluppo visto che “non può considerarsi come infrastruttura a servizio di pubblica utilità”.

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