Un nuovo regolamento per il servizio taxi fatto senza interpellare i tassisti. Un paradosso tutto barese: “Lo abbiamo saputo dai giornali – fanno notare gli autisti fermi davanti alla stazione – nessuno ci ha interpellato e non ci hanno dato nemmeno una copia”.

Il nuovo regolamento arriva dopo oltre 20 anni di attesa (l’ultima approvazione risale al 1996) e prevede più controlli per il servizio, revisione di obblighi e divieti, una licenza a tempo indeterminato ma con controlli periodici e analisi sulle condizioni psicofisiche degli autisti. Il testo ha già ricevuto aspre critiche dall’opposizione che l’ha definito “un’occasione persa per la città” e “un regolamento vergognoso che non introduce vere innovazioni nel settore”.

Ci sarebbe voluto molto altro, invece, per rilanciare un settore in piena crisi: “Bisognerebbe aumentare il numero dei nostri stalli – spiegano i tassisti – aumentare i controlli sulle corsie preferenziali con delle telecamere per beccare chi le usa senza permesso”. Ma è soprattutto sul problema della tariffa minima che si concentra la protesta dei tassisti: “La corsa minima è di 5 euro, la stessa di dieci anni fa”.

Ma a far discutere (e a dividere) è soprattutto la norma che aumenta i controlli sulle condizioni psicofisiche degli autisti durante l’orario di servizio: per qualcuno è “assolutamente inutile, si vede se un autista non è in condizione di guidare”, per altri invece “servono maggiori controlli”.

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