La Fondazione Giovanni Agnelli, attraveso il suo Eduscopio, fa la radiografia alle scuole superiori italiane. A Bari non manca qualche novità, ma ci sono numerose conferme sulla validità degli isitituti baresi di secondo grado. Il primo posto, nonostante atti vandalici e altri disguidi continua ad essere occupato dal liceo classico Orazio Flacco. Medaglia d’argento per il Socrate e bronzo all’istituto privato Margherita. Un bel pezzo di legno, invece, al Domenico Cirillo, comunque di buon livello.

La classifica degli scientifici vede Scacchi e Fermi, poi Cirillo e Salvemini, il Cartesio di Triggiano, il Marconi – Hack e il privato Alessandro Volta. Nessuna variazione rispetto all’anno scorso. Cambia molto tra i licei linguistici, dove il Cartesio precipita dal primo al terzo posto, scalzato dall’istituto Romanazzi; il Giulio Cesare scende al quarto, mentre il Marco Polo resta secondo.

Novità importanti nella graduatoria degli istituti a carattere tecnico. Primo ancora una volta il Romanazzi; il Giulio Cesare scende al secondo posto, facendo scivolare il Marco Polo sul terzo gradino del podio. Sparisce l’Euclide, mentre il solo liceo delle scienze umane recensito è il Bianchi Dottula; per l’indirizzo tecnologico ci sono il Panetti – Pitagora e l’Elena di Savoia. Quella consultabile su eudoscopio.it, non è solo una ricerca utile per chi ha già preso il diploma, ma soprattutto per chi sta decidendo cosa fare da grande.

Tra i fattori che generano la classifica ci sono il rapporto di lavoro a due anni dalla fine degli studi e il numero di diplomati che non hanno proseguito gli studi o lavorato almeno sei mesi nei due anni successivi. Aspettando i dati aggiornati, emerge che il Flacco di Bari ha un 4% di studenti che non si immatricolano all’università, la metà rispetto a quanto succede in Puglia.

Il 29% degli studenti, sceglie di proseguire una carriera giuridica o politica, mentre le facoltà umanistiche interessano ad appena il 15,6% dei diplomati. L’8% degli ex diplomati dello Scacchi, nel 2015 hanno lasciato l’università. Le percentuali di abbandono sono più alte per il linguistico Giulio Cesare (37%) e per il Marco Polo (34%). La percentuale del Bianchi Dottula supera il 40%.

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