Nonna Giovanna Del Vecchio è l’esempio della longevità, non solo fisica. Un vulcano. Due giorni fa ha festeggiato i suoi primi 103 anni tenendo in braccio Aurora, la più piccola della famiglia col suo anno di vita. In mezzo a loro un mare di generazioni, più di un secolo di storia e cambiamenti epocali che Giovanna, dal quartiere Carrassi di Bari, ha affrontato e qualche volta persino condiviso senza preconcetti, mostrando una straordinaria apertura mentale. Giovanna non puoi zittirla, l’ultima parola spetta a lei. Certo, da qualche tempo ha tirato un po’ in remi in barca, rinunciando a fare le orecchiette con le sue mani, ma condite con le rape le mangia ancora, così come proprio non riesce a dire no a un piatto di patate riso e cozze fatto con tutti i crismi e senza le zucchine. Appassionata della Formula1, nonna Giovanna è tifosissima della Ferrari. Una vita trascorsa a educare i suoi sette figli, che considera ancora i suoi bambini nonostante i 70 anni suonati, con un pensiero speciale per i due che non ci sono più. “Vogliatevi bene sopra ogni cosa”, raccomanda ai suoi quaranta nipoti e bisnipoti. La ultra centenaria di via Carnia vive seguita da una badante. A chi la saluta con il classico: “Ci vediamo domani”, risponde facendo spallucce: “Se Dio vuole”.

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