Signori, tornate in platea. Riapriamo il sipario sul secondo atto dell’Otello riproposto, ma spacciato e pagato come nuovo con i soldi pubblici al teatro Petruzzelli nell’era del fallimentare commissariamento targato Carlo Fuortes. Nel primo atto abbiamo raccontato dell’assurda e illegale procedura di gara per il primo noleggio o vendita dei costumi, quella della celeberrima frase con cui si richiedevano preventivi alle aziende interessate: “Gli importi e le modalità di pagamento saranno concordate e condivise con l’eventuale aggiudicatario”. La trama del nostro Otello si fa sempre più interessante. È l’ora della telefonata che fuga qualsiasi dubbio. Telefonata che segue l’email del 29 ottobre 2012 (allegato1), inviata dall’amministratore di Artelier a Carlo Fuortes, dopo aver invano richiesto più volte un appuntamento con il commissario tramite la sua assistente, Stefania Donnini, sparita di scena dopo la fine del commissariamento. Virgola più, virgola meno, riportiamo la sconcertante telefonata (S=Spezzacatene, P=Petruzzelli, F=Fuortes).

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S – Artelier, buongiorno.
P – Buongiorno, Fondazione Petruzzelli. Il commissario vorrebbe parlare con il signor Spezzacatene.
S – Buongiorno commissario.
FBuongiorno, lei è un privilegiato: stiamo predisponendo un piccolo bonifico a suo favore. Poi, sa, quello che ha scritto è solo nella sua testa.
S – La ringrazio del bonifico commissario. Può essere che sia nella mia testa. Ma, poi, sa, ognuno il silenzio lo riempie con quello che ha a disposizione e non mi sembra che gli atti che provengono dal Teatro che lei sta commissariando mi dimostrino qualcosa di diverso da quello che le ho scritto … e poi mi perdoni, mi spiega cosa significa: “Gli importi e le modalità di pagamento saranno concordate e condivise con l’eventuale aggiudicatario?”
F – … (attimi di silenzio) Ah…  ma lì ci dev’essere stato un ERRORE (attenzione a questo elemento, sarà determinate per l’ultimo e decisivo atto: la lettera di Fuortes al senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri ndr.)
S – Commissario, la procedura è scaduta da dieci giorni.
F Ah, ma quella non l’ho scritta io. L’ha scritta Lagattolla.
S – Ah, bene commissario, quando avrà qualche minuto da dedicarmi dovrò spiegarle un paio di cose. Buongiorno commissario.
F – Buongiorno.
Click

Un elemento fondamentale di questa telefonata è il fatto dell’essere stata ascoltata da più testimoni. Scopriamo dunque dalla “viva voce” del commissario Fuortes che Luigi Spezzacatene, amministratore della società Artelier, è un privilegiato perché dopo diversi mesi di attesa e numerosi solleciti avrebbe potuto godere di un “piccolo bonifico” rispetto all’effettivo debito accumulato dalla Fondazione nei confronti di Artelier. Debito “tale da comprometterne l’esistenza stessa” (della società Artelier ndr.), come riportato nella relazione del Ministero dello Sviluppo Economico (Dipartimento per l’Impresa e l’Internazionalizzazione). Il vero colpo di scena di questa breve ma importante conversazione è il periodo in cui intercorre la telefonata: dieci giorni, non uno dieci giorni, dalla scadenza della richiesta di preventivi per il noleggio o l’acquisto dei costumi.

Il secondo atto si chiude con l’ennesimo colpo di scena. Il 31 ottobre del 2012, appena due giorni dopo la telefonata, Luigi Spezzacatene incontra presso gli uffici della Fondazione, in via Dante 25, il ragionier Vito Longo, direttore amministrativo del Teatro, alla presenza di due testimoni: un avvocato e un commercialista. Negli atti inviati in Procura il 2 maggio 2013, quasi tre anni fa, è contenuta la sconvolgente sintesi di quell’incontro: “Longo dichiara di non essere stato d’accordo con il contenuto del medesimo invito, ma di averlo firmato sotto forti insistenze del signor Lagattolla il quale, in una riunione avvenuta tra i tre (Fuortes, Longo e Lagattolla ndr.), sostenva di poter riuscire a far realizzare i costumi del predetto spettacolo con circa 80mila euro“. E se pensate di aver letto abbastanza vi sbagliate. Siamo al culmine del secondo atto. La riunione tra Fuortes, Longo e Lagattolla, infatti, solleva forti dubbi su una presunta turbativa d’asta, in quanto avvenuta – secondo le dichiarazioni dello stesso Longo – prima dell’emissione della richiesta di preventivi datata 9 ottobre 2012. Longo, inoltre, conferma le dichiarazioni del commissario, sostenendo che l’intera procedura fosse stata redatta da Lagattolla.

Ricordiamo che ad assistere allo spettacolo, non certo dei più edificanti, dal 2013 ci sono tra gli altri: Giorgio Napolitano (protagonista del terzo atto dell’opera), Nichi Vendola, Michele Emiliano, Enrico Letta, Massimo Bray, Francesco Schittulli, Alessandro Ambrosi, Giovanni Argondizza, Francesco Lorusso, Antonio Pizzi, Romeo Ranieri, Antonio Mariani, Michele Vinci, Carmelo Rollo, Francesco Sgherza, Antonella Sciacovelli, Pino Gesmundo, Giulio Colecchia, Aldo Pugliese, Vincenzo Abbrescia, Anna Tamborrino, Luigi D’Ambrosio Lettieri, Pierluigi Introna. Tutti destinatari degli stessi atti inviati in Procura.

Sipario e luci di sala.

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