Sabato sera ho camminato per ore nella ressa di san Nicola, portando una bottiglia di birra vuota nella mano. Non sapevo dove gettarla. I bidoni della differenziata, pochi, insufficienti e straripanti di vetro e rifiuti vari. Tutto intorno, un sottobosco di bottiglie, come tanti funghi, come piantine parassitarie lungo i muri o in cespugli rigogliosi per le strade, nonostante i tanti cartelli lasciati dall’associazione IX maggio per sensibilizzare la gente a non lasciareil vuoto dove capita. E io in giro per ore, con una bottiglia di birra vuota nella mano.

Ti indottrinano, ti fanno una testa così sul senso civico, su Bari per Bene, sull’esatto conferimento dei rifiuti, sull’essere civili e tu un po’ ci credi, non vuoi essere incivile, non vuoi gettare dove capita la tua bottiglia vuota, così te la porti con te, prima o poi un cassonetto vuoto lo trovi. Continuavo a camminare, a urtare nella fiumana di gente, cercando un bidoncino, anche non del vetro, pur di liberarmi della mia bottiglia. Le bottiglie erano ovunque. Le vedevo, pensavo indignato a chi le aveva abbandonate fuori dai cestini, pensavo: “Guarda questi incivili, non hanno a cuore il bene della loro città. Guarda questi stronzi…!”.

Poi l’illuminazione: lo stronzo ero io. Festa di san Nicola, decine e decine di migliaia di visitatori per le strade, ancora di più le bottiglie di birra svuotate, come ho potuto pensare di trovare un bidone vuoto? Come ha potuto pensare l’Amministrazione di affrontare l’impatto dei vetri di birra con tre o quattro bidoncini della differenziata? Come ho potuto pensare che Bari per Bene fosse un tentativo serio di migliorare pulizia e decoro della città?

Avrei dovuto capirlo dalle premesse: “Si tratta di un patto stipulato con i cittadini […] che, a fronte dell’impegno dell’amministrazione comunale su alcuni interventi di manutenzione, pulizia e decoro urbano, devono rispettare e far rispettare i luoghi e il patrimonio della zona”. Come se elevare contravvenzioni e posizionare cassonetti in numero sufficiente a soddisfare il bisogno di un quartiere fosse una specie di ricompensa per il bravo cittadino, e non il normale operato di un’amministrazione comunale. Come può un Comune che si adopera per un progetto simile, non considerare che durante la festa di san Nicola, due o tre bidoncini saranno assolutamente insufficienti? Affrontare la festa con tale sufficienza non è da incoscienti, è da ipocriti.

Se lanci la bottiglia vuota in mare no, in quel caso sei stronzo davvero. Ma poi, camminando per le strade di San Nicola, ti rendi conto che le decine di vetri vuoti che circondano i cassonetti sono quanto di più simile a un atto di civiltà da parte di cittadini che avrebbero anche gettato la bottiglia del bidone ma proprio non sapevano come fare. Ho lasciato anche la mia bottiglia vuota lì.

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