Morire schiacciata dall’autobus, una tragedia inimmaginabile eppure per certi versi prevedibile. L’incidente di domenica pomeriggio, in cui una giovane vita è stata stroncata, ha riaperto la polemica sul posizionamento dei cassonetti di cui ci siamo già occupati. Partendo dal luogo dell’incidente in via Crispi abbiamo fatto un giro in città, limitatamente alle prime segnalazioni ricevute dopo i fatti tragici del 15 marzo.

In via Giulio Petroni, all’angolo con via Pasubio in corrispondenza delle strisce pedonali, la visuale è completamente ostruita, attraversare qui è una roulette russa, se dietro al bidone ci fosse una sedia a rotelle sarebbe una strage.

Via Bozzi, angolo via Imbriani, lo scenario è quantomeno indecente. Se è vero che, dato il senso di marcia, i cassonetti non ostruiscono la visuale, è pur vero che finiscono spesso davanti agli scivoli dei marciapiedi, rendendoli inutilizzabili. Piazza Eroi del Mare, angolo via Sabino Fiorese, i cassonetti in doppia fila non li avevamo mai visti.

Via Papa Giovanni XIII, penultimo isolato, prima di incrociare viale Orazio Flacco. Qui i cassonetti sono in mezzo alla strada, prima delle strisce e di uno scivolo. Anche qui il pericolo è proprio dietro il bidone.

Torniamo sul luogo dell’incidente e proprio su via Crispi altre due sgradevoli sorprese: angolo con via Trevisani, bidoni dell’immondizia prima dell’attraversamento pedonale nel senso di marcia. Dopo appena un isolato, all’angolo con via Ravanas, stessa identica storia.

Secondo indiscrezioni che abbiamo raccolto, i cassonetti chiamati in causa nella tragedia di domenica dovrebbero rimanere al loro posto. Dopo quello che vi abbiamo fatto vedere, in attesa delle prossime inquietanti segnalazioni, prima di attraversare, fatevi il segno della croce.

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