«A Carbonara sappiamo benissimo qual è la situazione, il martedì oltre agli operatori che pagano le tasse, è pieno di abusivi. Il Comune non ha fatto mai nulla e continua a non fare nulla, a non mandare la Polizia Municipale per fare i controlli. Alla fine, chi lavora è chi non paga le tasse, perché ha dei costi molto più bassi». Antonio Caprio, segretario provinciale dell’Ugl ci va giù pesante, Carbonara sede istituzionalizzata del mercatino delle pulci proprio non va giù.

«Siamo contrari a questa ipotesi messa in campo dal Comune di Bari per due ragioni – prosegue Caprio -la prima perché hanno scelto il posto in maniera unilaterale, non si capisce per quale motivo hanno scelto un territorio che ha già mille problemi e non uno al centro della città, visto che ci tengono tanto a istituzionalizzare il mercatino delle pulci. La seconda perché, nonostante sia stato sollecitato tante volte rispetto ai numerosi problemi che hanno gli operatori del commercio sulle aree pubbliche per tutti i mercati giornalieri della città di Bari, il Comune non ha mai risposto. Gli operatori sono pronti a scendere in piazza per rivendicare i loro diritti visto che pagano tanti soldi di tasse senza ricevere i servizi che il Comune dovrebbe garantire».

«Speriamo – conclude – che il Comune convochi i sindacati per condividere un percorso che tuteli gli operatori in regola e risponda alle loro esigenze».

«L’assessore Palone, per norma, avrebbe dovuto consultare le sigle sindacali per avere il consenso, ma non lo ha fatto, ha deciso di testa sua, e poi bisogna vedere a Carbonara sono d’accordo? Perché non lo trasferiscono in centro o in via Salvemini dove vivono giudici, avvocati e quant’altro visto che ci tengono tanto». Lorenzo Rafaschieri responsabile Ugl Terziario Bari e Bat Commercio aree pubbliche mercati settimanali, rincara la dose.

«Noi siamo stati sedotti e abbandonati – prosegue Rafascheri – ci sono tanti problemi di igiene, pulizia, sicurezza, e nessuno si prende l’impegno di risolverli. Al mercato di via Portoghese ci sono i topi. Sarei un ipocrita a chiedere di portare in centro un mercato di 327 persone, non chiedo questo, ma almeno che ci mettano nelle condizioni di lavorare in un mercato pulito e in ordine. Nonostante i molti servizi che voi avete dedicato ai mercati di Bari, non si è visto nessuno, la situazione è addirittura peggiorata. Noi ormai siamo in stato di agitazione, dobbiamo solo scegliere la data in cui manifestare. Piuttosto che lavorare i queste condizioni è meglio rimanere a casa, almeno non prendiamo qualche malattia».

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