«Non è deontologico, non è deontologico», urla dal tavolo dei relatori il vicepresidente del Collegio Ipasvi Bari Roberto Greco, quando interrompiamo la riunione degli infermieri per tentare di avere risposte da Domenico Liberio, caposala del coordinamento del 118 barese. Nessuno ci ha acora spiegato chi e perché ha deciso di assumere in alcune postazioni del 118 infermieri totalmente inesperti, neppure in possesso degli attestati previsti dalla legge. A noi sembra molto meno deontologico l’assurda decisione che, quasi certamente, meriterebbe approfondimenti giudiziari. Non è stato ancora spiegato il senso tardivo dell’ultimo provvedimento del direttore generale della Asl di Bari sulla mobilitazione interna degli infermieri da sistemare al 118 o nella centrale operativa.

Purtroppo alla riunione Ipasvi – alla presenza dei soliti quattro gatti (una quarantina di persone) – non è venuto, invece, il dottor Antonio Di Bello, il coordinatore del 118 barese, ancora al suo posto nonostante aver espresso l’intenzione di dimettersi.

Ancora una volta è finito tutto a tarullucci e vino. Eppure, solo qualche minuto prima, quando ci siamo limitati ad accomodarci in disparte, ascoltando senza fare domande, nessuno ha alzato la voce, nessuno ci ha intimato di uscire perhé si trattava di un incontro privato, nessuno ha inveito contro il giornale che, per fortuna, continua ad andare ovunque con le telecamere accese.

Ebbene, dopo avermi chiesto «Ma lei chi è?», il vicepresidente si è alzato e ci ha accompagnato fuori dalla porta. Non solo. Per evitare altre incursioni alla rierca della verità, che ancora non viene detta, ha chiamato la sicurezza dell’hotel Sheraton per farci allontanare dalla struttura. Siamo alle solite. Fin quando ti limiti a mangiare la pappa pronta siamo tutti amici. Se, invece, non hai nessuna intenzione di accontentarti della pappa riscaldata, diventi il nemico numero uno.

Personalmente, ringrazio il presidente Ipasvi Saverio Andreula, per non esseri sottratto al nostro microfono e per aver compreso il senso del nostro “blitz”. Ce ne saremmo andati comunque dottor Greco, con o senza l’intervento della sicurezza. I panni sporchi si lavano in casa, ne siamo convinti anche noi, ma solo se la sporcizia non diventa un problema di tutti, che mette a repentaglio la gestione di una sanità già di per sè malata. Lei, ci dica, da cittadino starebe tranquillo se dovesse essere soccorso da un infermiere inesperto? Lei, ci dica, da contribuente oltre che da cittadino, sarebbe contento di vedere sperperare i soldi di tutti con decisioni senza senso, in alcuni casi anche pericolose?In ballo non c’è il futuro della vostra categoria, di quella di medici, dei soccorritori volontari o le scalate al potere di dirigenti e direttori. In ballo c’è la salute pubblica. Non lo dimentichiamo.

Se continua di questo passo, auguro a lei e a me di essere ancora vivo per vedere, da qui a dieci anni, il 118 diventare davvero un servizio ben organizzato e funzionale, invece che trampolino di lancio per le carriere, gli abusi e gli sprechi di qualcuno. In ogni caso, come diciamo a chiunque, siamo a disposizione di chi voglia aggiungere elementi di riflessione e approfondimento rispetto a quello che è successo ieri. Stia pur certo, però, che alle vostre riunioni, così come a quelle di chi decide delle sorti dei cittadini, ci saremo sempre, con o senza invito.

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