È allarme ripopolamento ittico, in tutto il Mar Adriatico, nonostante la recente contrazione dei consumi. È in atto da oggi, infatti, il blocco della pesca per 42 giorni nel tratto da Pesaro a Bari, dopo l’identico provvedimento di fine luglio nel tratto di mare da Trieste a Rimini. Un plauso al provvedimento arriva da Coldiretti Impresapesca: «Il blocco ha l’obiettivo di garantire il ripopolamento di pesci nel mare e salvare le marinerie dal collasso».

Una proposta che, come sottolinea la stessa Coldiretti, verrà ulteriormente allargata: «Il primo ottobre si fermeranno i pescherecci di Brindisi, Ionio e Tirreno, mentre Sardegna e Sicilia decideranno nel periodo agosto e settembre in piena autonomia». La via seguita, dunque, è quella di programmare blocchi temporanei mirati, per garantire alle flotte di pescherecci maggiori possibilità a medio e lungo termine. Una via che richiede però controlli molto stretti: «Con il fermo pesca – ammonisce Coldiretti Impresapesca – aumenta però anche il rischio di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato», non sempre proveniente da zone d’Italia non soggette al blocco della pesca.

A questo scopo Coldiretti plaude al decreto firmato dal ministro per le Politiche Agricole De Girolamo per una migliore distinzione fra prodotto italiano e straniero anche nell’ambito del pesce venduto al dettaglio. L’organizzazione non esclude poi la messa in campo di iniziative specifiche, come la vendita di pesce fresco anche tramite la rete Campagna Amica, tuttora attiva in settori come frutta, verdura, carne e prodotti da forno.

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