Complici, sicuramente, le ultime affermazioni del presidente del Consiglio sulla monotonia del posto fisso e i recenti episodi – di cui sono stati protagonisti, appunto, Luisi e Renzi – che stanno contribuendo a far crollare la credibilità e la stabilità del Partito Democratico a livello nazionale.

Alla domanda su come giudicasse le parole ‘incriminate’ del premier, condite da “uno snobismo che è a metà tra il lombardo e l’accademico”, il primo cittadino di Bari ha risposto: “Credo che abbia preso una scivolata, gli è scappata. Posti fissi come i pompieri o carabinieri non ti consentono di annoiarti, e ti fanno anche rischiare la vita, ogni giorno. Molto di più di un professore”.

E, in riferimento alla sua esperienza personale, ha aggiunto: “Io a 25 anni ebbi un posto fisso un po’ particolare: andai alla Procura di Agrigento, in tempi in cui le partite con la mafia le perdevamo quasi tutte. Ecco, quello era un posto fisso, ma era tutt’altro che noioso”.

E Luisi e Renzi? In riferimento al primo, Emiliano ha detto che “forse i rimborsi elettorali andrebbero almeno dimezzati, visto che qualcuno riesce comunque a mettersi da parte qualcosa e i partiti vanno avanti lo stesso”. È chiaro il riferimento all’appropriazione indebita, da parte dell’ex tesoriere della Margherita, di 13 milioni di euro, sottratti al partito. Di qui la riflessione sulla necessità di riformare le leggi sul finanziamento ai partiti, avanzata dal sindaco  di Bari, ma anche dai leader di Pd e Terzo Polo.

Fallimento totale, invece, per l’attività politica del sindaco di Firenze: Matteo Renzi “è andato in bancarotta totale, in default politico”, ha detto Emiliano. Entrambi condividono l’idea per cui Bersani sia una figura inadeguata per la guida del centrosinistra in Italia. Ma se l’ex magistrato barese ha pensato di costituire una lista civica nazionale come alternativa ai partiti tradizionali (il movimento “Emiliano per la Puglia”), il primo cittadino di Firenze si è limitato a esprimere la necessità di convocare delle primarie nell’autunno 2012 per eleggere un nuovo e più carismatico leader del Pd, non facendo alcun riferimento, almeno per il momento, alla sua eventuale candidatura.

Alessandra Morgese

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