Nel mirino di Stefano Palazzi sei società di serie A (Atalanta, Napoli, Juventus, Bologna, Genoa e Parma), cinque di B (Sampdoria, Torino, Padova, Livorno e appunto Bari), dieci calciatori, ventitre tra agenti e procuratori e quindici dirigenti.

E proprio tra questi ultimi figurano i nomi degli ex baresi Giorgio Perinetti, ora al Siena, e Antonio Sgobba. Il primo, all’epoca dei fatti ds biancorosso, nella trattativa riguardante il trasferimento di Kutuzov dal Parma ai Galletti avvenuto tre anni fa, non si sarebbe assicurato che il nominativo dell’agente Davide Bega, a cui il Bari aveva conferito mandato, fosse chiaramente indicato nel contratto stipulato, violando così la normativa sportiva vigente.

Stessa motivazione che ha portato al deferimento di Sgobba che, quando era dirigente con delega di firma della società di via Torrebella, nel trasferimento in prestito dal Milan di Luca Antonelli risalente a ben cinque anni fa, non si sarebbe assicurato che il nominativo dell’agente Oscar Damiani, a cui la società biancorossa aveva conferito mandato, fosse chiaramente indicato nel contratto.

In entrambi i casi il Bari dovrà rispondere dinanzi alla Disciplinare per responsabilità diretta a causa delle azioni e dei comportamenti posti in essere dai propri dirigenti con potere di rappresentanza.

Se riconosciuto colpevole, il club rischia una sanzione che può andare da una semplice ammonizione a un’ammenda, sino (ipotesi fortunatamente più remota) alla penalizzazione di uno o più punti in classifica.

Nicola de Mola

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