Il sindacato CSA Regioni Autonomie Locali della Città Metropolitana di Bari ha presentato un ricorso al Tribunale di Bari Sezione Lavoro nei confronti dell’Arif, l’Agenzia Regionale Attività Irrigue Forestali della Puglia. L’oggetto del ricorso riguarda la condotta antisindacale che è stata messa in atto dall’Arif, ma soprattutto dal dirigente Ugo Galli.

Il dirigente, come si legge nel ricorso, “rivolgendosi ai vari responsabili di zona esortava a dar notizia agli iscritti al Sindacato CSA R.A.L. (dettagliatamente indicati in piena violazione della privacy) che il loro permanere nel detto sindacato avrebbe comportato la non applicabilità degli istituti connessi al CCNL applicato in quanto sindacato non firmatario”.

Una comunicazione che, stando a quanto dichiarato dal sindacato, avrebbe spinto alcuni dipendenti iscritti al CSA R.A.L. a migrare in altre organizzazioni sindacali. Nel caso in cui non si procedeva con il cambio di sindacato, l’Arif, stando alle accuse, avrebbe imposto dei trasferimenti di sede per i dipendenti.

“Verbalmente, quindi in modo irrituale, – si legge nel ricorso – il dottor Lischio, responsabile Bari e Bat delle attività forestali, dopo la nota di contestazione del CSA R.A.L., ha adottato provvedimenti di trasferimento per Rocco Tricarico e Marcirella Pasquale, il primo Segretario aziendale e il secondo Dirigente Sindacale della O.S. CSA R.A.L. ed entrambi definibili “lavoratori fragili” per le serie patologie di cui sono affetti”.

Stando a quanto riportato nel ricorso, i trasferimenti sono stati immediatamente contestati dal CSA R.A.L. sia per il mancato e necessario nulla osta da parte della organizzazione sindacale di appartenenza sia per le condizioni di salute dei lavoratori. “Alle accuse il dottor Lischio ha motivato che in entrambi i casi non si trattava di trasferimento perché erano rimasto a lavorare sempre nella stessa azienda agricola. Peccato però che nel caso del dottor Tricarico, l’azienda agricola Cavone si estende per 456.80,28 ettari, attraversando la provincia di Bari (proprietaria di 171.65,87) e la provincia BAT. Quindi, affermare che non si è trattato di trasferimento quando lo spostamento ha allontanato il dipendente a chilometri di distanza dal suo posto di lavoro è una vera falsità. Peraltro, sia Tricarico che Marcinella sono stati spostati da un Ufficio, dove erano stati destinati proprio per le precarie condizioni di salute, alla piena foresta”.

“Tali pregiudizi, sia per il Sindacato che per i dirigenti sindacali Tricarico Rocco e Pasquale Marcirella, possono essere eliminati solo attraverso una pronuncia del Giudice che rimuova gli effetti con riferimento a tutte le situazioni di antisindacalità che sono state generate dal comunicato del dottor Galli, dal direttore Generale Francesco Ferraro e dal dottor Ottavio Lischio, altamente lesivo all’immagine del CSA R.A.L. e fuorviante per i lavoratori”.

“Chiediamo, dunque, che l’Arif emani un comunicato che riporti la verità, restituendo alla CSA R.A.L. quella dignità di Organizzazione Sindacale che può assicurare ai propri iscritti l’applicazione di tutti gli istituti e le prerogative del CCNL applicato e annullare il provvedimento di trasferimento dei dirigenti”.