Sono 177, fra passeggeri, familiari delle vittime e dei dispersi, le parti offese che si sono costituite nel processo sul naufragio della motonave Norman Atlantic, avvenuto dopo un incendio scoppiato a bordo nella notte fra il 27 e il 28 dicembre 2014 al largo delle coste albanesi che costò la vita a 11 persone . Il procedimento, in cui figurano anche 18 indagati, è cominciato con l’incidente probatorio nell’aula bunker di Bitonto.

Nel fascicolo della Procura di Bari, coordinato dai pm Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano, sono indagati per i reati di cooperazione colposa in naufragio, omicidio plurimo e lesioni l’armatore Carlo Visentini, il comandante Argilio Giacomazzi, i due legali rappresentanti della società greca Anek, noleggiatrice del traghetto, un dipendente della stessa società Anek, il cosiddetto supercargo (addetto alle fasi di imbarco) e nove componenti dell’equipaggio, tra ufficiali di coperta e di macchina, elettricisti di bordo, addetti al giro di ronda e alla gestione delle operazioni di soccorso e salvataggio dei passeggeri dopo l’incendio, nella fase di trasbordo dalla motonave alle scialuppe.

La fase tecnica dell’incidente probatorio, con gli accessi sul relitto e l’analisi della strumentazione di bordo e delle scatole nere, è iniziata nel giugno 2015, da quando la Norman è “parcheggiata” nel porto di Bari. L’incidente probatorio è stato disposto su richiesta della Procura con l’obiettivo di accertare le cause dell’incendio, la gestione delle fasi di salvataggio, ma soprattutto la funzionalità di tutti gli impianti.

Alcuni difensori hanno depositato una eccezione preliminare relativa alla nullità della perizia, ritenendo che la trascrizione del contenuto delle scatole nere sia stata effettuata da un tecnico che non figurava tra i periti nominati dal giudice. L’incidente probatorio procederà per argomenti. Nell’udienza di lunedì prossimo si inizierà dalla discussione sull’innesco dell’incendio e sulla sua propagazione.

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