Come già accaduto lo scorso anno, esplode la protesta dei cittadini di Carbonara contro il parroco don Mimmo Chiarantoni, “reo” di organizzare l’attesa festa di San Michele Arcangelo, prevista per il 25-26 e 27 ottobre, in forma troppo sobria.

La situazione sarebbe addirittura peggiore di quella di 12 mesi fa. Secondo i cittadini, infatti, il programma “pagano” della festa è davvero povero di eventi e di tutto quel folklore che, sempre a detta di chi a Carbonara ci vive, sarebbe parte integrante se non essenziale della festa. Per molti anche un motivo per riunire le famiglie in un quartiere che si va gradualmente “svuotando”.

Addirittura qualcuno è arrivato alla provocazione estrema: se la festa deve essere solo ed essenzialmente religiosa e “spogliata” di tutti i tradizionali eventi collaterali, tanto vale seguire il calendario e festeggiare il 29 settembre.

Ma il parroco della chiesa matrice non ammette eccezioni: niente orpelli, bambini a cavallo, luminarie e bancarelle, giostre e ricchi premi. La festa deve essere realizzata solo e soltanto con i soldi raccolti con le offerte. Grandi finanziatori e sponsor non sono ben accetti.

Don Mimmo Chiarantoni, però, è praticamente solo contro tutti. Questa volta anche l’Amministrazione si sarebbe arresa dopo diversi tentativi di mediazione. Il presidente del Municipio 4 e alcuni consiglieri, infatti, avrebbero incontrato più volte il parroco in maniera formale e informale e avrebbero anche trovato alcuni privati disposti dare un corposo contributo per la festa. Niente da fare, don Mimmo è irremovibile.

Mentre i residenti sono pronti a riportare in vita il comitato cittadino per promuovere una festa “come nella tradizione”, il presidente del Municipio ha indetto per lunedì una conferenza stampa proprio per spiegare la situazione a tre settimane dalla festa.

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