Le indagini della Procura sono indirizzate a scoprire se dai piani alti della Banca Popolare di Bari sia arrivata la direttiva di aiutare Cosmo Giancaspro, facendo figurare il pagamento di quattro F24 dei contributi a giocatori e dipendenti del Bari calcio, impegno che doveva essere assolto entro il 16 Marzo scorso.

Lo si apprende dall’edizione locale di Repubblica che riporta le “perplessità” dei pm Dentamaro e Catella su moduli di pagamento che nella realtà sarebbero stati presentati alle autorità competenti, attestando pagamenti che nella realtà non erano avvenuti: questo costituisce un reato abbastanza grave.

Nella realtà gli F24 esistono, ma solo il 6 aprile (20 giorni dopo) sarebbero stati realmente pagati per 1.148.000 euro (la cifra è meglio scriverla per intero giusto per farla comprendere) con un bonifico.

Se i pm accertassero la veridicità della notizia, torneremo finalmente a guardare una banca non più come un girone infernale di sofferenza; finalmente possiamo tornare a guardare con fiducia il nostro direttore che non ci chiamerà più per dirci che il conto è in rosso e serve un versamento. Piuttosto ci aiuterà in questi piccoli magheggi di un F24 finto magari da presentare alle Agenzie delle Entrate.

Vero è che Giancaspro potrebbe essere incriminato per bancarotta e che la Popolare di Bari ha negato ogni accusa, mostrandosi disponibile con gli inquirenti, e magari scaricherà la colpa contro un ignaro impiegato ad ingaggio interinale. In tutta questa storia resta una sola certezza: l’indignazione dei tanti tifosi del Bari e l’amarezza di una passione trasformata in lucro.

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