“Per quanto attiene alle modalità di convocazione delle sedute, il dispositivo di cui all’art. 32 cit. Reg. prevede espressamente che l’avviso di convocazione debba indicare la data della seconda convocazione. Non v’è, quindi, ragione di escludere che la stessa non debba essere prevista anche per sedute cd. di question time di cui all’art. 50 del cit. Regolamento”.

Il vice segretario generale del Comune di Bari, l’avvocato llaria Rizzo, risponde al quesito inoltrato dal presidente del Consiglio, Pasquale Di Rella dopo la polemica scatenata dalle ultime sedute di question time andate deserte per la mancanza del numero legale. Diciannove presenti in prima convocazione. Un numero che le opposizioni non possono raggiungere. Adesso, però, dopo il botta e risposta tra i consiglieri di maggioranza e minoranza, arriva la parola definitiva. Non prevedere la seconda convocazione, significherebbe contravvenire al Regolamento comunale. Per tenere le sedute di question time, dunque, esattamente come qualsiasi altra seduta di Consiglio Comunale, sono sufficicienti 12 presenze.

C’è un modo per rinunciare alla seconda convocazione, ma “a condizione che tale richiesta sia formulata e/o accettata dalla Conferenza dei Capigruppo, all’unanimità”. Solo all’unanimità. A questo punto, nel rispetto del Regolamento e dando seguito al chiarimento ottenuto dall’avvocato Izzo, il presidente del Consiglio ha provveduto a convocare il question time di settembre, per il giorno 29, anche in seconda convocazione. Da questo momento in poi, far saltare le sedute diventa particolarmete complicato, a meno di epidemie tra i coniglieri di opposizione.

 

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