Calcio, Bari vittorioso contro il Sassuolo: parla il bomber Marotta

In queste prime giornate, il campionato cadetto sta mostrando tutte le caratteristiche che da tempo lo contraddistinguono: un gioco molto fisico affiancato a lunghe verticalizzazioni per cercare la profondità delle punte. Il Bari è molto distante da questo modello, con la condizione fisica precaria risulta difficile reggere i ritmi della partita con il 4-3-3 voluto da Torrente, ma con il Sassuolo si sono visti i primi risultati.

Dopo alcune amnesie, la difesa è tornata a reggere gli attacchi avversari: Dos Santos e Borghese son tornati a far valere la propria forza aerea, mentre sugli esterni, Garofalo e Crescenzi hanno spinto alla ricerca del cross. Il centrocampo continua a creare qualche grattacapo, con il capitano Donati in netto recupero ma con il resto del reparto apparso parecchio disorientato.

Bogliacino fuori forma, De Falco estraneo al gioco e troppo lento e Kopunek troppo esile e poco cattivo. Il reparto offensivo rivela cose positive e altre meno: De Paula totalmente assente nel ruolo di punta centrale, quasi come Defendi apparso poco propenso al tiro in porta.

Ottima la prestazione di Rivas, che gradualmente sta facendo rivedere le caratteristiche peculiari che lo hanno reso il calciatore simbolo di diverse partite del calcio di Antonio Conte. Determinanti le sostituzioni a metà del secondo tempo: dentro Marotta e Forestieri, che hanno dato subito la scossa al match nel tentativo di riconquistare il loro posto da titolari.

L’ex attaccante campano realizza con freddezza i due rigori concessi dall’arbitro Gallione, uno su fallo di mano su tiro di Rivas, l’altro su un’azione in solitaria di Forestieri. Nel giorno della ripresa degli allenamenti, Marotta è intervenuto in conferenza stampa per parlare dei primi due gol in carriera legati alla maglia del Bari, con cui ha un contratto di 4 anni aggiuntivi:

«Ho calciato quei rigori senza pensieri. Sul secondo ero molto più tranquillo che sul primo.  Ora dobbiamo dare continuità di risultati. I tre punti ci danno morale in vista di un’altra gara importante, quella contro il Livorno. Sarà una gara che ci dirà se siamo carne o pesce. Cosa manca a questo Bari? In questo momento credo che per arrivare al gioco che vuole Torrente, ci manca la fisicità. Noi abbiamo fiducia nel lavoro del prof. Boggia e continuiamo con il lavoro».

 

Daniele Leuzzi

Ingegneria, scandalo esami: interviene il rettore

Dopo l’esplosione del caso, le polemiche divampano tra quanti sono interessati a preservare la fama dell’università barese. Ben diverso è lo stato d’animo che accomuna quasi tutti gli studenti che ogni giorno vivono quella realtà: durante un breve sondaggio, alcuni di loro hanno dichiarato come ormai si siano «rassegnati e abituati a faccende di questo genere» mentre altri si disinteressano definedola »solo spazzatura».

Entrando nel dettaglio della faccenda, si nota come le voci più insistenti siano quelle che accusano il professore, nel caso di un esame non superato, di aver accettato all’interno del proprio ufficio un secondo colloquio lontano da occhi indiscreti. Un iniziale approccio paterno e gentile che avrebbe lasciato presagire un primo tentativo di avvicinamento con le studentesse del corso di studi.

Tra i corridoi e i viali del Politecnico c’è poca voglia di parlare, tuttavia si percepisce come il fatto oggetto delle chiacchiere fosse «noto da tempo, ma il tutto veniva svolto in maniera discreta – a raccontarlo è uno studente 22enne di Ingegneria – a noi interessano poco queste tristi storie di scandali, dobbiamo continuare per la nostra strada superando questi modi di fare per il nostro bene. Il merito e lo studio devono essere alla base di tutto e non altri metodi di valutazione».

La voce ufficiale del rettore Nicola Costantino smorza i toni della questione ma non i contenuti essenziali. Il suo monito è un chiaro segnale per il docente, richiamato a svolgere gli esami pubblicamente dinanzi a una regolare commissione, invitandolo a osservare la massima correttezza e trasparenza nei rapporti con gli studenti.

«Ho appreso le notizie indirettamente – spiega Costantino – e non dalle studentesse interessate, pertanto ho ritenuto opportuno inviare al docente in questione una comunicazione informale. Se avessi, invece, ricevuto denunce circostanziate direttamente dalle ragazze – aggiunge il rettore – avrei girato la segnalazione alla Procura della Repubblica».

Nel recente passato sono stati altri i “casi” finiti sulle prime pagine dei giornali locali e nazionali. Nel maggio del 2008 due dipendenti sono stati licenziati a causa dello scandalo del test di ammissione della Facoltà di Scienze della Comunicazione, con il conseguente licenziamento causato dall’accusa di peculato.

Un anno prima inoltre, precisamente nell’agosto 2007, alcuni finanzieri in borghese avevano filmato dei candidati mentre compivano irregolarità durante le preselezioni, tramite un’organizzazione strutturata e collaudata che permetteva di usare metodi tecnologici per superare i test d’ammissione di Medicina ed Odontiatria.

 

Daniele Leuzzi

Premio letterario “Città di Bari”, polemica politica nel nome di Tatarella

Il motivo dell’acredine è più o meno identico a quello che fece infuriare un più che mai sulfureo Busi che decise di non partecipare all’evento ritirando il suo libro “Aaa!” dal concorso e rilasciando dichiarazioni al veleno proprio sull’ideatore scomparso:

«Un fascista almirantiano con la cui memoria non voglio avere nulla a che vedere, sotto l’egida di gente come Pedullà, Bossi Fedrigotti e gli altri componenti di quel comitato catto-fascista che mi ha scelto».

Questa volta a lanciare il sasso nello stagno è stata una notizia diffusa da alcuni giornali locali che titolavano la possibile trasformazione del premio da annuale a biennale a causa della mancanza di fondi e del mancato sostegno dei privati in cui il Comune di Bari aveva intravisto un’ancora di salvezza. Scoppia il caso.

Il centrodestra accusa il Comune di voler sopprimere il premio solo perché dedicato alla memoria del suo stesso ideatore e promotore, Pinuccio Tatarella, scomparso nel 1999, storico esponente della destra barese. A capitanare il drappello del dissenso c’è Ninni Cea, coordinatore dell’opposizione nella giunta e non nuovo a scontri diretti col sindaco Emiliano.

Il Comune contrattacca e dirama un comunicato in cui chiarisce come ci sia carenza di fondi e si debba fare i conti coi tagli imposti dal Governo, pur tuttavia promettendo di fare il possibile per cercare di mantenere la cadenza annuale della manifestazione. A detta del sindaco barese Emiliano, solo la conversione in legge della manovra potrà decretare la fine o meno del concorso, i cui costi sarebbero addirittura relativamente bassi, nell’ordine dei 150mila euro, ma che il Comune potrebbe non riuscire a sostenere.

Nel scontro entra allora la vedova Tatarella, Angiola Filipponio, che commenta lapidaria:

«Se a questa amministrazione imbarazza il nome Tatarella, a me imbarazza che siano loro a gestirlo»

La Filipponio insiste nel dire che da tempo ha chiesto alla Fondazione di cancellare il nome di suo marito dal premio, pur avendolo egli stesso creato, e ricorda di come il centrodestra, lei stessa e il fratello di Pinuccio, Salvatore, non abbiano mai preso parte alla premiazione o strumentalizzato l’evento per finalità politiche.

 

Giuseppe Del Buono

“Parchi Aperti”, weekend di ottobre all’insegna del gioco

Molte le iniziative in programma: si va dai tornei di giochi di carte o da tavola del primo fine settimana del mese, ad attività utili per incentivare la passione per la natura che caratterizzeranno il weekend dell’8 e 9 ottobre. Si proseguirà il 15 e 16 con la proposta “I Cartoni Animati” che riguarderà il riciclo di cartoni e di materiale cartaceo a scopi ludici, e il fine settimana successivo con l’iniziativa “Nel magico mondo degli animali”. “Voci, suoni, ritmi e rumori” si svolgerà durante sabato 29 e domenica 30 ottobre e avrà lo scopo di far conoscere il mondo della musica ai bambini.

Il progetto “Parchi Aperti” potrà contare oltre che sull’apporto dell’assessore comunale Ludovico Abbaticchio, con delega al Welfare, anche sul lavoro della Coop. sociale Progetto Città nata nel capoluogo pugliese nel marzo del 1980 e che, si legge sul suo sito www.progettocittà.org, “è una struttura che opera professionalmente con i propri soci nel settore dei servizi socio-educativi e ludico-culturali rivolti all’infanzia principalmente in campo cittadino”.

 

Angelo Fischetti

A Santo Spirito la nuova sede della Confcommercio

Blu, bianco e grigio: già dai colori dell’ingresso, la neonata sede della Confcommercio di Santo Spirito (immortalata nelle foto di Francesco Renzo) tiene a evidenziare la vocazione e la tradizione prettamente marinare di questo quartiere, estrema propaggine a nord di Bari. Tommaso Romano è raggiante: l’apertura di una delegazione Confcommercio qui a Santo Spirito è principalmente una sua creatura, ci ha creduto sin dagli inizi, da quando, nel 2008, gli operatori commerciali riuniti nell’Actes, una settantina in tutto, hanno deciso di tentare l’avventura.

«Sentivamo l’esigenza di creare un punto di riferimento locale per gli imprenditori e gli operatori commerciali della I Circoscrizione (S.Spirito, Palese-Macchie, Catino e San Pio). Soprattutto, volevamo costituire un punto di riferimento per i giovani della zona, interessati a metter su un’impresa, principalmente di tipo commerciale».

Gli fa eco Alessandro Ambrosi, presidente della Confcommercio di Bari:

«La nuova sede di Santo Spirito, sarà principalmente uno sportello per i ragazzi che vogliono fare impresa, ma sarà aperto anche a quegli operatori che, a causa del difficile momento economico, dal mondo delle imprese sono usciti e vogliono farvi ritorno».

Nel suo discorso inaugurale, Ambrosi torna più volte sulla crisi economica che sta attraversando il nostro Paese e tiene a sottolineare che iniziative volte all’aggregazione dei singoli in realtà più grandi sono tipiche dei momenti difficili, ma costituiscono l’unica possibilità per uscirne. Invita i cittadini a responsabilizzare i politici, ma a farlo tutti insieme e coglie l’occasione per ricordare due importanti iniziative della Confcommercio a favore dei commercianti.

Il bando sulla sicurezza, che permette di ricevere importanti contributi per gli impianti di videosorveglianza, direttamente collegati con le forze dell’ordine e il bando di accesso al credito, che agevola il percorso per ottenere un prestito. Le informazioni sono reperibili sul sito della Confcommercio di Bari.

 

Eva Signorile

 

Vigili urbani, protesta fondi per straordinari: Comune cerca intesa

Il fondo per il salario accessorio è una riserva monetaria da cui il Comune paga gli straordinari dei suoi dipendenti. Oltre che per i vigili urbani, il fondo deve garantire la copertura finanziaria per gli straordinari anche del resto delle ripartizioni comunali. A tal fine, si è deciso di far convergere all’interno della riserva, gli incassi delle multe stradali del 2010, che ammonterebbero a circa 2 milioni e 800mila euro.

Per un’ulteriore ottimizzazione della spesa, il direttore generale dell’amministrazione comunale, Vito Leccese, in una lettera inviata al comandante della polizia municipale, Stefano Donati, ha chiesto che si appronti una riorganizzazione dei servizi di vigilanza, in un documento da presentare alla riunione di domani, in modo da ripristinare il prima possibile i turni e i controlli sospesi. Al vaglio, c’è anche una proposta di “settimana corta”. I vigili, a turno, potranno lavorare cinque giorni su sette. Leccese ha, quindi chiesto che vengano cessate tutte le mobilitazioni di protesta, a partire da quella sulle divise

Per il momento, i sindacati non mollano e attendono gli esiti delle trattative, prima di sospendere qualsiasi mobilitazione. Almeno per il momento, la polizia municipale, per protesta, continuerà a prestare servizio in borghese, e sarà identificabile solo da una pettorina gialla o blu, come già avviene da alcune settimane. Altra conseguenza, questa, delle ristrettezze economiche dell’amministrazione cittadina, che non può permettersi le divise nuove per i 600 vigili in servizio.

Pasquale Amoruso

Parkour, in piazza Diaz all’insegna del “gioco” e del “rispetto”

Cos’è il Parkour? Si tratta di uno sport, nato in Francia agli inizi degli anni ’80, nel quale i traceurs, in italiano tracciatori, individuano un percorso immaginario, all’insegna dell’efficienza, cercando quindi di raggiungere, dal punto A, il punto B nel minor tempo possibile. Dal Parkour si differenzia il Free Run, che si contraddistingue per rotazioni del corpo oltre che per  movimenti spettacolari ma puramente d’esibizione.

La dimostrazione sportiva tenutasi in piazza Diaz dal gruppo X-Spot, verteva principalmente sull’Arte dello spostamento, una disciplina che nasce dalla commistione sia di Free Run che di Parkour e che secondo le parole del presidente dell’associazione Gionata Valerio, consiste nel «cambiare il movimento in base alla fantasia». Il numero uno della X-Spot ha voluto sottolineare come questo tipo di arte trasformi salti, corse in base all’ambiente, mettendo così in luce la coesione esistente fra l’atleta e il paesaggio circostante, un legame alla base del quale vi è una forma di rispetto che sfocia nella applicazione sociale del parkour.

Altra dimensione fondamentale per l’Arte dello spostamento è il gioco:

«Un muretto basta ad un traceur per giocare, per provare e sviluppare movimenti magari a lui nuovi – ha dichiarato Valerio – ecco perché la fantasia è fondamentale. Con un qualsiasi ostacolo urbano, si possono provare una marea di evoluzioni differenti, dando al proprio corpo la possibilità di fare movimenti sempre diversi».

«Ecco spiegato il motivo per cui – ha continuato Valerio – il parkour o l’Arte dello spostamento sono sport completi, perché viene utilizzato ogni singolo muscolo».

Chi può praticare questo tipo di sport di strada? «Chiunque, senza differenza di età o di sesso». Inutile dire che la reazione di quanti hanno assistito alla manifestazione sportiva è stata più che positiva, visto che i giudizi a riguardo passavano dall’«interessante» al «lo farò praticare a mio figlio».

 

Angelo Fischetti

Caso Transcom, scontro Uil-assessore De Gennaro

Fatto sta che la questione Transcom rimane aperta, anche grazie alle parole di Nicola Russo, segretario generale della Uil regionale che non solo ha accusato la società di assumere lavoratori basandosi sulle liste di mobilità per poi licenziarli, ma ha anche messo in luce come il meccanismo consista nel far «iscrivere i lavoratori che intende assumere a una agenzia per il lavoro al fine di richiedere alla stessa la fornitura di manodopera».

La Transcom non sembra però essere nuova a situazioni del genere: tre anni orsono, il segretario nazionale della Ugl-Telecomunicazioni Gianni Fortunato annunciò che avrebbe incontrato presso la sede del sindacato a L’Aquila quanti avrebbero voluto affrontare la questione legata all’operato dell’azienda. Secondo quanto denunciato all’epoca dal segretario della provincia abruzzese Piero Peretti, «la Transcom mutò il contratto nazionale ai propri dipendenti, passando da quello del Commercio a quello delle Telecomunicazioni, generando così un grave danno economico ai dipendenti».

Il caso Transcom non è però che una goccia nell’oceano dei problemi e delle truffe legate ai call-center in Italia. Agli inizi di settembre il segretario della Cgil Puglia Gianni Forte ha evidenziato come queste strutture abbiano assorbito «il 90% del contributo della dote occupazionale previsto dal piano per l’occupazione regionale». C’è di più perché, sempre secondo Forte, ci sono due problemi fondamentali: da una parte il fatto che «i call center oggi aprono e domani chiudono, spostandosi dove trovano condizioni di convenienza dal punto di vista salariale e normativo», dall’altro che solo in Puglia in un anno sono andati persi 65mila posti di lavoro, anche a causa della facilità con la quale vengono accantonati i dipendenti dei call-center.

 

Angelo Fischetti

Marcia per la Pace, il Comune di Bari presente alla Perugia-Assisi

Per festeggiare il cinquantenario della manifestazione, gli organizzatori hanno deciso di riutilizzare lo stesso tema su cui si basò la primissima marcia, il 24 settembre del 1961: oltre all’utilizzo dei colori dell’arcobaleno, in orizzontale, tutti i partecipanti eseguiranno l’iniziativa “Per la pace e la fratellanza tra i popoli”, lo stesso motivo principale della prima marcia degli anni ’60.

Domenica, quindi, partenza da Perugia, alle ore 9:00, dai Giardini del Fronte per arrivare poi ad Assisi, precisamente alla Rocca Maggiore, intorno alle ore 17:30. L’evento è uno dei più seguiti nel nostro Paese e non ci sono limiti di adesione, a quanto pare, dal momento che i partecipanti coprono in maniera eterogenea tutte le età: soprattutto i giovani, i più attivi durante quest’occasione, si sono già fatti sentire in 4000 e provenienti da moltissime città italiane.

 

Tommaso Paolo Dattoma

Comunicati Stampa

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