Dopo il Nicolino d’oro a Bari, in Puglia sarebbe opportuno istituire il Michelino di bronzo. Il premio andrebbe attribuito al cittadino pugliese di centrodestra che, con impareggiabile faccia di bronzo, sia in grado di giustificare una nomina di grande rilievo da Michele Emiliano, senza rinnegare la propria appartenenza politica.

Vincitore assoluto per il 2017 non può che essere Simeone Di Cagno Abbrescia, dal quale apprendiamo anche l’inutilità di un impegno condiviso nelle prossime consultazioni elettorali da parte di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Fitto e compagnia, perché qui le elezioni le vince Emiliano e, quindi, sarà solo lui a gestire il potere per i prossimi sette anni e mezzo.

E va bene la coerenza politica ed i valori di centrodestra – nei quali decine di migliaia di ingenui cittadini baresi hanno creduto quando lo hanno eletto Sindaco di Bari – ma vuoi rimanere senza potere per un periodo ancora tanto lungo? Le dichiarazioni rilasciate da Di Cagno Abbrescia al quotidiano La Repubblica lasciano sgomenti e, immaginiamo molto delusi, sia gli elettori di centrodestra che quelli del centrosinistra. Seppure, come dicevamo qualche giorno fa, le distanze fra correnti ed ideologie sono sempre più esigue.

Dovremmo assistere ad una immediata ed energica presa di distanze da Michele Emiliano da parte dei leader dei partiti di centrosinistra che lo sostengono, ed altrettanto dovrebbe accadere nel centrodestra locale nei confronti di Di Cagno Abbrescia. In caso contrario sarà il trionfo del qualunquismo, con annesso sentito ringraziamento del Movimento 5 Stelle e della costituenda coalizione di liste civiche baresi guidate da Canonico, Olivieri e Cippone.

Avverrà? Se il buongiorno si vede dal mattino, poveri baresi, poveri pugliesi.

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