Ottantacinquemila euro (85.000,00) iva inclusa. Per l’esattezza 84.814,40 euro destinati all’associazione culturale milanese Med. È la cifra deliberata alla chetichella dalla Giunta comunale ieri, tre giorni prima del bellissimo Uovokids, in corso di allestimento ad opera della Doc nella Sala Murat di Bari ormai da diversi giorni, quindi senza avere ancora la delibera numero 915 del 15 dicembre 2015. Una cifra assurda per l’animazione di sette pomeriggi rispetto a quanto speso per l’intero Natale. La misura è colma, non solo quella dei pazzi malpancisti dell’Appello per la Cultura di Bari, ai quali si continua a riferire la vecchia filastrocca delle regole da rifare e della mancanza di soldi.

Ieri pomeriggio, anche oltre le 20, l’Ufficio stampa del Comune si è prodigato a mandare comunicati sulle determinazioni della Giunta: marciapiedi da rifare, giostrine, riqualificazioni, ma nemmeno un riferimento al costo della manifestazione dedicata ai bambini, che sarà presentata oggi in pompa magna alle 11.45 all’interno del teatro Margherita. Uovokids è una cosa figa, il più importante festival italiano, innovativo e pluridisciplinare, dedicato alla creatività contemporanea per bambini (0-12) e famiglie, che si svolge al Museo Nazionale della Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.

Uovokids è anche la medaglia natalizia che il responsabile a costo zero del Polo delle Arti Contemporanee Massimo Torrigiani e l’assessore alle Culture Silvio Maselli potranno appuntarsi al petto. A capo di Uovokids Milano, e da stamattina anche a Bari (bottone apparso sul sito ufficiale qualche ora dopo l’approvazione in Giunta) è Umberto Angelini, raccontano amico di Torrigiani. Gossip, qundi lascia il tempo che trova. E poi,  mica gli amici degli amici a costo zero devono essere condannati a non lavorare, a non portare le loro cose fighe in giro per l’Italia.

Un finanziamento da 85mila euro che non passa da regole e bandi, come Bari per Bari, che di euro ne valeva 70mila. E non venite a dirci che avete coinvolto anche le associazioni baresi. Siamo curiosi di sapere quanti di quei soldi sono stati destinati loro e per fare cosa. Un’operazione a trasparenza zero, tanto che a differenza delle altre delibere, quella del finanziamento a Uovokids non si trova da nessuna parte. Ma siamo noi i malpensanti. Certamente sarà detto tutto nei minimi dettagli in conferenza stampa. Adesso appare più chiaro il paletto posto da Maselli nell’ultima riunione del tavolo tecnico degli operatori della cultura, quello attorno al quale, in barba a ogni conflitto, si è seduto anche il Teatro Pubblico Pugliese. Evidentemente l’assessore continua a credere di gestire a modo suo l’Apulia Film Commission.

Maselli è stato categorico e tra le cose su cui proprio non si può transigere ce n’è una davvero interessante, che riassume tutto l’andazzo della gestione culturale barese: se una cosa a lui piace particolarmente si fa, anche al di fuori del bando e delle regole. Complimenti vivissimi, adesso le supercazzole hanno una spiegazione. Uovokids è una manifestazione meravigliosa che, avesse un paio d’anni in più, farei frequentare tutte le domeniche della sua durata a mio figlio. Non è gratuita. I bambini pagano 1 euro, i genitori 2 euro. I soldi, però, andranno in beneficenza a Medici senza frontiere. Bellissimo. Scusate, visto che avete preso 98mila euro di soldi dei baresi, perché la beneficenza non la fate alll’ospedale Giovanni XXIII o a una delle tante associazioni che si occupano dei minori del territorio? Quale ricaduta avrà l’evento oltre quello di poter far dire a Torrigiani e Maselli di aver portato una cosa figa, che ha fatto uscire Bari dal suo provincialismo?

Le associazioni e gli operatori della cultura barese, infatti, sono evidentemente superati e provinciali. Facciamo una scommessa? Diamo 85mila euro a una di quelle più attive e preparate e vediamo cosa combina. No, loro non possono avere un rapporto diretto con l’assessore e devono passare da un regolamento senza regole. Del resto ciò che accade proprio di fronte alla Sala Murat con Uovokids è amblematico. Quella pazza dell’assessore al Welfare Francesca Bottalico si è inventata a costo zero, nell’ex sede del Mercato del pesce: Bari Social Christmas. Quaranta associazioni animano tutto il periodo natalizio, pure loro senza chiedere soldi. Ma quella roba non è figa.

Stando alle premesse è possibile dedurre possa andare sempre peggio. Assessore Maselli, con una certa lena, ci spiegherà anche che c’azzeccano quelli di The Hub con la gestione e il coordinamento di questa storia – seppure non ufficialmente – non avendo ancora avuto l’assegnazione formale della Sala Murat. In molti ce li hanno segnalati a dire la loro durante l’allestimento. Il Polo delle Arti Contemporanee, rischia di diventare il polo dell’unica arte barese dell’eccellenza, quella di fare le cose “sotto-sotto”. La cultura è un’altra cosa. Siete trendy, ma non prendeteci per cool.

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2 COMMENTI

  1. Che articolo di bassissimo provincialismo. Poi la sottile ironia che il giornalista compiaciuto usa ricorda quella del bagaglino. innestata con un po’ di facile populismo che non guasta mai. Viene da pensare che l’attacco politico, e non alle politiche culturali che il giornalista non tocca mai, sia determinato dal fatto che forse amici degli amici suoi o del giornale non abbiano ricevuto i soldi che speravano e dunque biliosi, l’abbiano fatta pagare all’assessore. Purtroppo la politica, quella bassa, è anche questa.

  2. Caro Federico, ciò che personalmente trovo di bassissimo gusto è la faziosità del suo commento. Il nostro editoriale è ben documentato e motivato. Non abbiano chiesto nè vogliamo soldi. La nostra bile è a livelli di guardia, ha ragione. Non per ciò che crede, però, ma per il modo di amministrare questa città e per i supporter del sistema come lei. Abbiamo giocato con le parole, non certo coi contenuti. Onestamente trovo più populista e la risposta farfugliata dell’assessore Maselli, che forse non ha letto e ascoltato. Buon divertimento e faccia come molti una scirpacciata di uovo kids.

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