“Verificheremo la notizia che ci sta dando e nel caso interverremo prontamente”. Vincenzo Scicutella è l’ingegnere del Comune di Palo del Colle, paese salito agli onori della cronaca per quella che molti hanno ribattezzato “una barzelletta popolare”. La notizia che l’ingegnere deve verificare risale a 18 mesi fa, ma facciamo un passo indietro nei meandri del fitto dedalo di coincidenze – per così dire – che hanno creato alcuni paradossi nell’assegnazione e nella gestione degli alloggi popolari di proprietà dell’Arca e del Comune.

Nel video percorrerete con noi un viaggio assurdo, che in una sola mattina ci ha portato a fare alcune importanti scoperte. Più grave sarebbe se tutto fosse già noto e nessuno abbia deciso di intervenire.

Ad accompagnarci sono Giovanni, Filomena e i loro figli di 16 e 3 anni. Dopo un mese, il prossimo 8 dicembre, la famiglia dovrà lasciare il locale di proprietà di una cooperativa. Immobile dove il comune ha piazzato i Lamacchia in condizioni di emergenza. Giovanni ha presentato ricorso per l’assegnazione di uno dei 18 alloggi comunali in via Basilicata, tutti occupati abusivamente, anche da numerosi bitontini, alcuni dei quali si sono ficcati dentro, salvo poi andare a vivere altrove.

Dovesse essere accettata la domanda dei Lamacchia, la famiglia con lo sfratto esecutivo passerebbe in testa alla graduatoria definitiva. Il guaio vero è che la Commissione provinciale è al lavoro da maggio scorso e non si è ancora espressa. Secondo alcune indiscrezioni, pare che alcuni dei 39 ricorsi sarebbero stati accettati. Non si sa per ora quali siano. Giovanni e Filomena sperano si tratti anche del loro.

Nessuno può dirlo ancora. La tentazione di occupare abusivamente è tanta, ma Giovanni resiste, non vuole violare la legge per perdere un eventuale diritto riacquisito. Il viaggio, poi, ci ha portati in via Sardegna, poco lontano dal nuovo complesso di case comunali. Scopriamo che al numero 10, interno 4, al secondo piano della palazzina c’è una porta in ferro sistemata dall’Arca in seguito a un’occupazione abusiva. Sul campanello c’è scritto ancora il cognome del vecchio inquilino, ma l’alloggio è vuoto.

All’interno non c’è nessuno da febbraio del 2017, da quando l’Arca ha scritto al Comune sulla possibilità di riassegnare quell’alloggio. Da allora non è stato fatto nulla, così come niente si sa dell’appartamento al terzo piano della palazzina D16, sempre in via Sardegna. Non risponde nessuno al citofono e i vicini di casa segnalano che dentro la casa non abitano da almeno 5 anni. Manca una ricognizione sul reale stato degli immobili, mentre alcune famiglie palesi vivono nella disperazione e si spendono soldi per dare loro alcuni mesi di affitto e un contributo per la sussistenza.

Non potranno essere certamente aiutati tutti, ma una migliore gestione del problema avrebbe potuto lenire qualche dramma in più, soprattutto sarebbe stato possibile farlo prima. Meta del percorso tortuoso sono le interviste ad Anna Marsala, responsabile dei servizi sociali e proprio all’ingegner Scicutella, ingegnere comunale di Palo del Colle.

Infine un appello alla Commissione provinciale. Se è vero, come ci dicono, che i ricorsi sono stati esaminati, provvedete a rendere pubblica quanto prima la graduatoria dei 18 alloggi comunali. Così non fosse, accelerate i tempi, tante famiglie aspettano quella graduatoria per tornare ad avere un briciolo di speranza nella vita.

Nota – ci scusiamo, ma per un problema tecnico mancano i primi 24 secondi di audio. Giovanni piangendo ci racconta la sua disperazione.

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