Le associazioni di volontariato Alivol, Avpa, Casal Trinità, Emervol Bitetto e Sermolfetta se ne infischiano dei richiami della Asl di Bari. In questo caso ad essere ignorata è la nota del 22 gennaio scorso, a firma congiunta del direttore generale Vito Montaro e del “direttore” del Servizio SES 118, Antonio Dibello.

In sostanza, al contrario di quanto succede per il personale dipendente della Asl (medici e infermieri), quello delle associazioni (autisti e soccorritori) da qualche tempo è impegnato su turni differenti, causando non pochi disagi all’organizzazione delle postazioni del 118.

In questo modo, infatti, le ambulanze restano ferme 5 volte al giorno e non 2 in attesa che si faccia la check list. Ogni volta ce c’è un cambio turno – lo ricordiamo – il responsabile dell’equipaggio deve controllare che l’ambulanza e le sue dotazioni siano a posto per poter affrontare ogni tipo di emergenza.

È ancora il segretario della Fials, Massimo Mincuzzi, a scrivere a Montanaro e Dibello, sottolineando come: “Stante il perdurare delle sopra citate criticità in aggiunta quelle già segnalate da questa Segreteria, mi vedo costretto a segnalare i comportamenti posti in essere, in un dettagliato esposto, al presidente della Giunta Regionale della Puglia ed al Direttore del Dipartimento Promozione della Salute”.

È evidente che turni di sei ore consentano di liberare anche il personale pagato per svolgere il servizio 118, in modo da poter consentire alle associazioni di trasportare infermi, malati, dializzati, salme, con maggiori entrate. Chi la spunterà fino alla fine? Il direttore generale e il “direttore” del servizio sapranno far valere le proprie ragioni, come richiesto dalla Fials? O le associazioni in questione alla fine faranno la voce grossa? Vedremo cosa succederà dopo l’interessamento del presidente e assessore alla Sanità, Michele Emiliano.

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