Da oltre due anni si sono avvicendati atti di sindacato ispettivo, ordini del giorno e richieste esplicite al Mef per avere chiarimenti circa la mancata corresponsione ai militari della CRI delle somme dovute in ragione del legittimato adeguamento salariale sopravvenuto e che non era stato onorato in ragione di una presunta “mancanza di disponibilità finanziaria” ventilata dalla Presidenza Nazionale. La sentenza del TAR del Lazio arrivata in queste ore rappresenta una boccata di ossigeno in uno scenario normativo, finanziario ed amministrativo sicuramente confusionario e complesso.

Lo dichiara Aldo Di Biagio, senatore di AP. “Nello specifico – spiega Di Biagio -, il Tar ha annullato l’Ordinanza presidenziale con la quale sono state apportate delle variazioni alle risorse destinate al pagamento degli arretrati contrattuali della categoria, nonché la determinazione dirigenziale, con la quale è stata disposta la cancellazione dei residui passivi relativi agli arretrati contrattuali del personale militare della CRI. Provvedimenti che contraddicevano, tra le altre cose, le ordinanze commissariali con le quali l’Ente ha invece confermato gli adeguamenti economici per il personale”. Di Biagio conclude: “Questa sentenza rappresenta la metafora di un meccanismo che merita di essere riformato, su cui sussiste notevole confusione, in termini di gestione del bilancio, rafforzata ulteriormente dai recenti aggiustamenti legislativi operati nel milleproroghe, e capace di alimentare ulteriori sprechi inutili, come questa ed altre sentenze stanno confermando”.

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