Nel tribunale di Lecce, due casi di violenze domestiche hanno recentemente visto la conclusione con la pronuncia delle sentenze, mettendo a nudo episodi drammatici di maltrattamenti inflitti da due uomini alle proprie conviventi. Entrambi gli imputati, residenti nella provincia di Lecce, sono stati riconosciuti colpevoli di atti violenti e umilianti che hanno lasciato segni indelebili nelle vite delle vittime.

Caso 1: Alcol e violenza familiare
Un uomo di 45 anni, residente nel Nord Salento, è stato condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione per maltrattamenti e lesioni perpetrate nei confronti della sua convivente e del figlio. Le violenze, verificatesi tra il 2017 e il 2020, erano spesso scatenate dall’abuso di alcol da parte dell’uomo. Frasi offensive e aggressioni fisiche erano il triste copione di una relazione segnata da episodi di estrema brutalità.

Il giudice Angelo Zizzari ha emesso la sentenza presso il tribunale di Lecce, stabilendo anche un immediato risarcimento del danno pari a 10.000 euro nei confronti della ex compagna e del figlio. La difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Arturo Balzani, valuterà un possibile ricorso in appello dopo la pubblicazione delle motivazioni entro 40 giorni.

Caso 2: Droga e vessazioni
Un altro uomo di 45 anni è stato condannato a 3 anni di reclusione per condotte vessatorie perpetrate sotto l’effetto di sostanze stupefacenti nei confronti della sua convivente. Il periodo dei maltrattamenti, che si sono verificati tra il 2017 e il 2020, ha visto l’uomo coinvolto in comportamenti violenti e intimidatori. La pena inflitta è inferiore alla richiesta di 4 anni avanzata dalla sostituta procuratrice Rosaria Petrolo, considerando il venir meno di alcune aggravanti.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro sessanta giorni. La difesa dell’imputato, rappresentata dall’avvocato Daniele Scala, ha difeso il proprio assistito sostenendo che la verità emergerà nelle fasi successive del processo.

Entrambi i casi sottolineano la gravità delle violenze domestiche e la necessità di perseguire tali crimini con fermezza. La privacy delle persone coinvolte è stata tutelata, ma la luce della giustizia continua a illuminare queste ombre oscure che si nascondono dietro le mura domestiche.