A prima vista sembra di essere capitati nell’Overlook Hotel di Stephen King, nelle montagne rocciose del Colorado, chi ha visto Shining si aspetta di veder spuntare da un momento all’altro le gemelle in fondo al corridoio. In realtà siamo a Bari, in un albergo dedicato ai pazienti covid che non hanno più necessità di stazionare in ospedale, ma non sono ancora negativi e quindi non possono rientrare a casa.

“A quanto mi risulta avremmo dovuto essere in 30, ma siccome ho fatto casino per la situazione fatiscente in cui ci hanno collocato, so che il trasferimento degli altri è stato bloccato. Al momento siamo in 8 e siamo tutti pazienti con altre patologie importanti, io per esempio sono un dializzato”. Nicola Romanelli non ha problemi a metterci la faccia.

“Per due giorni non abbiamo visto né un medico né un infermiere – spiega a telefono – con tanti saluti a terapia e farmaci. Io mi sono portato da casa il saturimetro, la macchinetta per la pressione, c’è addirittura chi non è del tutto autosufficiente e nonostante ciò voleva uscire per andare a comprarsi le medicine”.

“Non voglio certo che mi mandino al 5 stelle extra lusso, ma data la nostra condizione patologia, abbiamo anche determinate esigenze. La colazione della mattina ce la portano la sera prima in un sacchetto; per domani mi hanno appena portato due fette biscottate, tre biscotti e il succo di frutta che non possono nemmeno prendere – sottolinea – perché contiene potassio, non abbiamo la possibilità di un latte o caffè caldo caldo”.

“Siamo immunodepressi e ci hanno messo in camere con la moquette lurida, il linoleum spaccato, in una stanza si sente una puzza tremenda di fogna – racconta -, in un bagno c’è il lavandino che perde e getta acqua sul pavimento, dalle stanze non possiamo uscire perché siamo positivi”.

“È vero che non abbiamo più bisogno di dover stare in ospedale, condivido pienamente il fatto di aver lasciato il posto letto a chi sta male – evidenzia -, ma noi comunque dobbiamo essere seguiti, avere un’assistenza sanitaria, e invece ci hanno parcheggiato qua, in queste condizioni penose, nella mia stanza non ho nemmeno il telefono per chiamare qualcuno, oggi avevo 38 di febbre, avevo bisogno di un’infermiera e non sapevo come fare, ho dovuto aspettare fino alle 4 di pomeriggio che arrivasse qualcuno. Il video non rende – conclude – dal vivo è anche peggio”.

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