Un caso di coronavirus tra i dipendenti del supermercato, ed è subito scandalo. “Come si fa”, “non è possibile una cosa del genere”, “devono chiuderlo” e via dicendo. Nei gruppi facebook baresi, da giorni si sta sollevando un polverone.

Il virus fa paura, certamente, non è il momento di abbassare la guardia ed è giusto essere preoccupati, però è anche il momento di mantenere tutti quanti la calma e usare la testa, prima di farsi prendere dal panico.

Come abbiamo già scritto, sembra di essere tornati agli albori della fase pandemica, quando si dava la caccia all’untore non appena appariva l’ambulanza del 118 con gli equipaggio bardati dalla testa ai piedi, in preda alla psicosi da “il mio vicino ha il coronavirus”.

Abbiamo dunque intercettato la sommossa popolare che sta investendo il punto vendita della catena Primo Prezzo in via Brigata Bari. Effettivamente, tra i membri del personale è stato riscontrato un caso di positività. La notizia ha fatto il giro del quartiere ancor prima che in rete: apriti cielo!

Nella realtà dei fatti, l’azienda ha prontamente risposto alla situazione; nel supermercato in questione, fanno sapere da Primo Presso, ha preso servizio un altro gruppo di dipendenti, in sostituzione di quello al lavoro quando è emerso il contagio, in modo da contenere la diffusione del virus.

La vicenda di Primo Prezzo è solo l’ultima di una serie di casi analoghi, anche altre catene di supermercati sono state investite da moti di sdegno, diciamo così. Di fatto, per quanto ci risulta, il modus operandi è lo stesso, si tratta cioè di una prassi consolidata, al fine di non interrompere l’attività, salvaguardando la salute di clienti e personale, senza interrompere l’attività.

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