Specialità della casa: brasciole di cavallino ripiene di rape stufate, ma il tubettone con la rana pescatrice e i risotti di Mimmo Lerario erano una prelibatezza. Mimì, originario di Carbonara, è scomparso prematuramente a 66 anni, appena due mesi dopo aver scoperto di essere malato.

Chef vecchio stampo, Mimmo sapeva come prenderti per la gola, ma soprattutto come farsi volere bene. Gentile, accomodante, pronto al confronto persino con gli ultimi arrivati in cucina. Nessun piedistallo, perché era convinto che un chef dovesse sempre mettersi in gioco, ammettere i suoi limiti: i dolci nel caso di Mimmo.

Lerario ha lavorato gli ultimi 12 anni per la famiglia De Napoli nella sede barese dei 2 Ghiottoni in via Amendola. Dietro i fornelli e a dispensare sorrisi ai clienti c’è stato fino a novembre scorso, alla fine della stagione nel locale di Polignano a Mare. A Pasqua sarebbe tornato al comando, ma la malattia lo ha stroncato privando i suoi affezionati clienti del suo tocco originale, ma ancorato alla tradizione dell’inimitabile cucina barese.

“Il colloquio con Mimmo ai tempi dell’assunzione – racconta Checco De Napoli – è durato appena 5 minuti. Era lo chef del locale che stava in via Amendola prima del nostro. Ho capito subito che tipo di persona fosse. È riuscito a diventare uno di famiglia e, seppure in pensione, le porte dei 2 Ghiottoni per lui sarebbero state sempre aperte. Ha fatto scuola a tanti, ma al tempo stesso aggiornandosi e accettando consigli in maniera umile, in tanti hanno permesso a Mimmo di diventare ciò che era, un uomo eccezionale che rimpiangeremo”.

 

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